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Panama Papers, c’è il nome di Infantino

Secondo The Guardian l’attuale numero uno della Fifa avrebbe avuto un ruolo nella vendita dei diritti tv attraverso società offshore. La replica: “La mia integrità non è in dubbio. Sono assolutamente estraneo a questa vicenda”
A cura di Maurizio De Santis
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Il nome di Gianni Infantino nel Panama Papers, il leak da 11 milioni di files che ha portato alla luce i furbetti dei conti offshore e dei conti nei paradisi fiscali. Oltre al nome di Messi, all'ex presidente Uefa Platini, adesso filtrano indiscrezione anche sull'attuale numero uno della Fifa, eletto al posto di Blatter, travolto dagli scandali. A rilanciare la notizia è il tabloid inglese, The Guardian, nella sua edizione on-line: secondo la ricostruzione fatta, Infantino avrebbe beneficiato di bonifici su società di comodo in virtù di un ruolo non meglio definito per quanto riguarda accordi relativi ai diritti tv per la trasmissione delle partite delle squadre europee in America Latina.

I fatti a cui fa riferimento The Guardian risalirebbero al periodo compreso tra il 2003 e il 2006 prima che Infantino divenisse segretario della Uefa (2009) sotto la presidenza di Platini. Sotto i riflettori ci sarebbero la Champions League, la Coppa Uefa (poi ribattezzata Europa League) e la Supercoppa, tutte competizioni sotto l'egida della Uefa. A ottenere l'esclusiva sui diritti tv fu la società argentina Cross Trading che, poco dopo, li trasferì a Teleamazonas per cifre di gran lunga superiori a quelle versate per l'acquisizione iniziale. E proprio seguendo la pista di carta e denaro si arriva – secondo il tabloid – a un personaggio già noto in seguito al ciclone giudiziario che ha travolto la Fifa: Cross Trading è quella che in gergo viene definita una sussidiaria della Full Play, società di proprietà di Hugo Jinkis, uomo finito nel mirino della giustizia statunitense.

Infantino si difende. La reazione del diretto interessato, colpito proprio nella fase in cui aveva annunciato il riferimento di un'istituzione spacchettata dalle inchieste, è stata immediata: "Non accetto che la mia integrità sia messa in dubbio – ha affermato Infantino, ribadendo la totale estraneità alla vicenda – considerato che la Uefa ha già definito tutti i dettagli di questi contratti. Non ho mai avuto contatti con la Cross Trading né con i suoi proprietari e la procedura di gara è stata condotta dal Team marketing per conto dell'Uefa. Detto questo, aggiungo anche che non sono prefigurati eventuali reati per nessuno dell'Uefa né per me stesso al riguardo".

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