Oroscopo Internazionale: i guai dei nerazzurri sono causati dalle stelle avverse
I guai di Rafa Benitez? Non derivano da errori suoi, nè dalla squadra spremuta dopo il Triplete, né dal confronto diretto con José Mourinho. E nemmeno dai continui infortuni.
Il vero problema per l’ex tecnico di Liverpool e Valencia sono le "stelle". E non si tratta di fuoriclasse e campioni che ramno contro ma delle congiunzioni astrali avversi che lo stanno mettendo ko. Lo confermano i piu’ esperti astrologi e studiosi d’oroscopo che avevano previsto un 2010 molto negativo per i nati tra il 20 marzo e il 20 aprile.
Lo spagnolo, da buon ariete (nato il 16 aprile) ha infatti Saturno contro, ma gli studiosi di pianeti e stelle dicono che pure Urano sia sceso sul piede di guerra dopo un periodo di inattività durato ben 84 anni.
Le previsioni di inizio 2010 non erano proprio positive per gli ‘arieti’ perchè raccontavano di un "anno generalmente difficile, ostacoli in apparenza insormontabili, mancanza di fiducia e difficoltà nel raggiungere gli obiettivi". Ma, purtroppo per i tifosi nerazzurri che credono agli oroscopi, non è finita qui perché sembra che i guai di Benitez all’Inter siano solamente all’inizio.
L’oroscopo di quest’anno infatti recitava anche di “complicazioni proprio nell'ultima parte dell'anno dopo una tregua estiva”.
E per i piu’ scettici ecco un’ulteriore conferma a questa teoria del tutto particolare: anche Walter Samuel è un ariete (nato il 23 marzo) e “The Wall” è fuori per infortunio fino a fine anno. Così come Mariga, giovane talento tornato dal Parma, nato il 4 aprile e quindi ariete anch’egli, altro infortunato di lunga durata in casa nerazzurra.
Al di là dell’Inter, poi, altri “arieti” starebbero pagando un “annus horribilis” come Giuseppe Sculli, del Genoa, che rientrerà solo a gennaio, Cristiano Zanetti della Fiorentina, fuori squadra e poi ancora Martinez (Juve), Meghni (Lazio).
Se Moratti vorrà verificare questa tesi deve mettersi il cuore in pace, stringere i de attendere il 2011, quando i pianeti si allineeranno di nuovo, cambiando il destino del tecnico. E – forse – dell’Inter stessa.