Ieri sera il sindaco di Roma, Virginia Raggi, esultava perché il piano del nuovo stadio della Capitale a Tor di Valle procedeva all'insegna di un progetto fatto bene, così aveva definito l'opera ispirata al Colosseo e futura casa dei giallorossi. L'inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Ielo ha avuto l'effetto di un terremoto: associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e una serie di reati contro la Pubblica amministrazione, è questo il filone seguito dagli inquirenti che ha portato all'arresto di 9 persone: per 6 indagati è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per 3 gli arresti domiciliari. Tra le persone coinvolte ci sono anche l'imprenditore Luca Parnasi (la società Eurnova è incaricata della realizzazione dei lavori), il vice presidente del Consiglio Regione Lazio, Adriano Palozzi e il presidente Acea Luca Lanzalone.

Il progetto del nuovo stadio della Roma prima dell’inchiesta e della Procura e degli arresti
in foto: Il progetto del nuovo stadio della Roma prima dell’inchiesta e della Procura e degli arresti

Fin qui la cronaca essenziale dei fatti in attesa di ulteriori sviluppi sia a livello giudiziario sia a livello politico per le inevitabili ricadute che rischia di avere una situazione del genere sulla Giunta guidata dal primo cittadino ‘cinque stelle' e sull'ambizione di portare a compimento quel che la stessa Raggi aveva presentato con orgoglio come un "un progetto unico, innovativo, moderno e rispettoso dell’ambiente perché ecosostenibile ma al tempo stesso tecnologicamente all’avanguardia".

Il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle

Pronto per la stagione 2020/2021. Era questa il termine fissato nel crono-programma per la realizzazione del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle, una struttura da 55 mila spettatori fruibile al di là dell'attività sportiva sì da ospitare anche spettacoli, concerti e altri eventi. Nel progetto sono previste al di sotto delle gradinate, piccole superfici commerciali, club e ristoranti. La Curva Sud (sede della parte più calda del tifo romanista) resta su due anelli così da creare una sorta di ‘muro giallorosso' ad alto impatto emotivo e coreografico. Il resto dell’impianto, invece, è stato congegnato con gradinate suddivise in tre anelli. Il tutto incastonato in un'area che comprende 34 ettari di verde, sorvegliato da 1400 telecamere per la sicurezza (all'interno e all'esterno), un complesso sistema dell’illuminazione pubblica dell’intera zona pianificata dalle planimetrie, aree giochi e fattorie.

Nell’area del Roma Village era prevista anche la creazione di un Medical Center, centro di diagnosi e riabilitazione polifunzionale che sarebbe stata utilizzato non solo dagli atleti ma anche dai cittadini. Una struttura dotata di macchine diagnostiche di ultimissima generazione, sale per esami, sale per fisioterapia, una innovativa palestra per riabilitazione, un moderno complesso per idroterapia. Cosa ne sarà adesso?