Il futuro della Champions League, il torneo europeo più importante e più remunerativo per tutti i club, passa anche dalle decisioni che l'ECA, l'associazione dei maggiori club europei, capitanata da Andrea Agnelli, prende in occasione dei suoi incontri. E proprio il presidente della Juventus è stato tra i relatori del summit andato in scena nelle scorse ore a Malta: un appuntamento dove si è nuovamente parlato della possibile riforma della Champions League a partire dal 2024.

"Abbiamo una visione europea collettiva – ha spiegato Agnelli – Ognuno di noi viene da un paese diverso, con una lega diversa, con diverse questioni e opportunità. Ma cerchiamo di trovare risposte che tengano conto del calcio europeo nel suo complesso, non dei singoli mercati. Questa riforma non riguarda in realtà i grandi club: questa riforma riguarda l'Europa".

I rappresentanti italiani a Malta

"Ciò che è stato davvero deludente finora è che il dibattito è stato guidato dai rappresentanti dei cinque grandi campionati – ha aggiunto il numero uno dell'ECA – Lo considero un protezionismo dei grandi campionati di fronte al resto del calcio europeo. Se vogliamo trovare soluzioni per il bene del calcio europeo, dobbiamo fare un passo indietro e un gradino sopra, e provare a vedere le cose da un livello diverso".

Oltre al presidente della Juventus, a rappresentare l'Italia c'erano anche il dg della Roma Mauro Baldissoni, Aurelio De Laurentiis, Claudio Lotito, il CEO dell'Inter Alessandro Antonello e l'ad del Milan Ivan Gazidis. "Noi tedeschi, dobbiamo pensare: quali sono i problemi del polacco? Noi italiani, dobbiamo pensare: quali sono i problemi dei greci? Noi francesi, dobbiamo pensare: quali sono i problemi dei belgi? – ha concluso Agnelli – Per quanto mi riguarda, per quanto riguarda l'ECA, oggi è l'inizio del processo di consultazione. C'è molto da discutere e molto tempo da dedicare a questo. Voglio assicurarvi che insieme troveremo soluzioni nell'interesse del calcio europeo".