Né squalifica, né multa. La Federcalcio tedesca ha chiuso un occhio su quel brutto gesto (dito medio mostrato ai tifosi dell'Hertha Berlino) commesso da Carlo Ancelotti al termine della gara di Bundesliga. Un match sofferto per il suo Bayern che, reduce dalla scorpacciata di gol in Champions contro l'Arsenal, aveva rischiato il ko. Ci ha pensato il solito Lewandowski a tirare i bavaresi fuori dai guai con un gol segnato al 96′ che ha alimentato le proteste dei padroni di casa: regolare la rete, a dispiacere è stata la decisione da parte dell'arbitro di concedere un recupero così lungo.

Ed è stato in questo clima di nervosismo che s'è innestato l'episodio relativo al tecnico italiano: "Mi hanno sputato addosso", è stata la sua replica. Versione che ha raccolto la solidarietà dei colleghi nonostante la DFB avesse deciso di aprire un procedimento nei suoi confronti. Un'inchiesta lampo, chiusa nel giro di poche ore con l'archiviazione del caso. Ancelotti è stato pienamente assolto ma ha scelto di dare un segnale: ha donato spontaneamente una somma di cinquemila euro in beneficenza alla fondazione della federazione tedesca. Un modo per auto-censurarsi e dare il buon esempio: pur avendo tutte le attenuanti dalla propria parte, quel gesto non va fatto.

A dare notizia della decisione di Ancelotti è stato lo stesso Bayern Monaco attraverso un comunicato: la notizia è stata poi ripresa dall'edizione online del quotidiano tedesco, Bild. Vicenda chiusa in un cassetto assieme alla dichiarazione scritta che l'allenatore aveva spedito ai vertici della federazione. Sul tavolo restano solo il calcio giocato e le ambizioni di una squadra che non sembra avere avversari in grado di fermarne il passo in Bundesliga mentre in Europa deve competere con altri top club per conquistare la Champions League.