Che fine ha fatto Nicklas Bendtner? A 30 anni l'attaccante danese, ex della Juventus, indossa la maglia del Rosenborg e trova sempre il modo di far parlare di sé per vicende extra-calcistiche. Questa volta, però, non ha spaccato la mascella a un tassista con un pugno perché ubriaco, né gli ha preso a calci l'auto, né è stato fermato dalla polizia perché ‘pizzicato' dagli agenti un po' brillo al volante, né s'è reso protagonista di atti osceni. Niente di tutto questo. Anzi, a giudicare da come sono andate le cose, non è nemmeno colpa sua. Piuttosto la responsabilità è di qualche ‘spione' che ha violato la sua privacy.

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Cosa è successo? A raccontarlo è stato lo stesso calciatore che ha spiegato per quale motivo ha deciso di mettere in vendita la propria abitazione e cambiare appartamento. Quando i tifosi del Rosenborg hanno saputo cosa stava accadendo hanno pensato all'ennesimo colpo di testa del calciatore. Invece, aveva buone ragioni a giustificarlo. Il ‘lord' – così era stato soprannominato ironicamente dai tifosi inglesi ai tempi di Arsenal, Sunderland e Nottingham Forest – s'è accorto di essere sotto controllo, video-sorvegliato. Insomma, qualcuno s'era messo a ficcare il naso in casa sua mentre assieme alla fidanzata sperando di trovarli in un momento intimo… invece, li ha scovati mentre erano seduti comodamente sul divano a godersi in tv una maratona dedicata a Harry Potter.

Abbiamo spento per un po’ la tv e quando sono andato a bere qualcosa, ho sentito uno strano rumore nei pressi della finestra – ha raccontato Bendtner al giornale norvegese Adresseavisen -. E così mi sono accorto della presenza del drone… c'era qualcuno che stava spiando con la sua telecamera dentro il mio appartamento. Per questo motivo la mia decisione di cambiare casa non va assolutamente interpretata come un segnale riguardo al mio futuro o alla mia permanenza al Rosenborg che non è in discussione.

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