E' tutto pronto a Chorzow per la sfida decisiva tra Polonia e Italia. Con il Portogallo a punteggio pieno dopo due partite, Roberto Mancini cerca una vittoria per evitare l'ultimo posto nel girone e una umiliante retrocessione. Nonostante le parole della vigilia ("Se perdiamo e retrocediamo non è un dramma"), il commissario tecnico sa benissimo che serve solo la vittoria e che una sconfitta darebbe i contorni del fallimento al suo primo periodo a Coverciano.

Per non cadere nella Lega B e rischiare di avere un girone di ferro nelle qualificazioni ad Euro 2020, gli Azzurri dovranno dunque tornare dalla Polonia con un successo e poi difendere il secondo posto nelle restanti partite. Una sconfitta, oltre alle conseguenze sportive, rilancerebbe ulteriormente anche le polemiche e le critiche nei confronti di Roberto Mancini: già nell'occhio del ciclone, dopo le ultime apparizione di Chiellini e compagni.

Le polemiche nei confronti del commissario tecnico

Il momento è dunque delicato per il 53enne selezionatore di Jesi. Nella sfida con l'Ucraina la Nazionale ha anche giocato bene a tratti, ma ha purtroppo confermato la sua grande difficoltà ad andare in rete: un problema che in qualche modo accomuna l'esperienza del "Mancio" a quella passata di Gian Piero Ventura, e che ha dato coraggio a chi vorrebbe addirittura esonerare l'attuale ct.

"Non penso di essere sotto esame, sono in sintonia con la Federazione e con tutto l’ambiente e penso al campo. Il resto adesso non mi riguarda – ha spiegato Mancini in conferenza stampa – Bisogna cercare di fare risultato, trovando una squadra più velocemente possibile. Il percorso è iniziato a maggio e quando abbiamo iniziato il nostro obiettivo era quello di ricostruire e di fare una bella figura in Nations League. Ci vuole un po' di tempo, non è semplice. Bisogna mettere insieme questa squadra e portarla all’Europeo. Non si costruisce una grande squadra in cinque partite".