Il Napoli risorge con il Benevento. Dopo la piccola disfatta di Donetsk dove gli azzurri sono caduti sotto i colpi dello Shakhtar manifestando qualche crepa nel progetto continuo di Maurizio Sarri, la risposta è arrivata pronta e puntuale in campionato con un 6-0 che non lascia spazio se non ad applausi e commenti positivi sulla prova sostenuta. Sia dei singoli, con Mertens di nuovo straordinario mattatore e Sarri che elogia il belga e un gruppo ritrovato nel giro di 48 ore. Un giocatore che si sta confermando top player unico, trascinatore e decisivo. Con De Laurentiis che nel silenzio gongola per aver tenuto duro in estate senza cedere nessuno dei big, uniti più che mai nel ‘patto scudetto'.

L'intuizione di Sarri, l'esplosione di Mertens.

‘Nove' per caso.

Dries Mertens si era preso il Napoli sottobraccio un anno fa. Di questi tempi, Milik si infortunava gravemente, obbligando Sarri a inventarsi un assetto offensivo inesplorato dovendo trovare una soluzione pratica con Callejon, Insigne, Gabbiadini e, appunto, Mertens tra le mani. Ne nacque un'idea strana, nata in sordina ma trasformatasi in una delle intuizioni più geniali degli ultimi anni: Mertens falso nueve con Insigne e Callejon a girargli intorno.

Leader in campo a suon di gol.

Il belga si è dimostrato devastante, segnando più di 30 gol, trascinando il Napoli al terzo posto e in Champions League e trasformandosi da un ottimo esterno offensivo in un letale rapinatore d'area. Completo tecnicamente e tatticamente, capace di segnare di velocità, rapina, nel gioco aereo e con entrambi i piedi. Poteva essere un lampo nel buio, ma quest'inizio di stagione ha riconsegnato un belga ancor più forte e convinto nelle proprie qualità, in grado di segnare senza fermarsi mai e, anche con Milik a disposizione, mantenere il proprio posto da titolare.

Sarri incorona Mertens.

Tra i più forti al mondo.

Per Sarri, dunque, una conferma chiara e limpida davanti a tante difficoltà di una squadra che sbaglia troppo spesso l'approccio: "Ho chiesto ai ragazzi un approccio diverso dalla sfida in Ucraina e i ragazzi hanno risposto bene. Siamo consapevoli di essere cresciuti e questo è evidente. Mertens? E' paragonabile a grandi centravanti come Higuain e Lewandowski. Ha caratteristiche diverse, ma a livello di realizzazioni ormai lo considero uno dei più grandi al mondo".

La gara di Mertens contro il Beneventoin foto: La gara di Mertens contro il Benevento

Mertens incorona il Napoli.

Fame e gol.

Lo stesso Mertens a fine gara contro il Benevento ha confermato le ottime sensazioni che questo Napoli sta dando. Di gruppo, dentro e fuori dal campo: segno inequivocabile anche il rigore da calciare. Sarri voleva darlo ad Hamsik ("Credevo fosse ad un gol da Maradona, ma poi non era così e ho preferito sfamare Mertens") e poi a calciarlo è stato il belga ("Sarri mi chiamava dalla panchina perché lo calciasse Hamsik? Non lo sentivo…"). Senza polemica alcuna.

Contro la Juve, fino alla fine.

Oggi il Napoli presenta il miglior attacco della serie A, è a pari punti – tutte vittorie – con Inter e l'eterna Juventus. Altro segnale che non si molla nulla mai: "Il segnale è che devi stare lì, vogliamo sempre fare bene, giocare bene e divertirci in campo e oggi l’abbiamo fatto. Secondo me, questa è la cosa più importante"