Avvolgente, coinvolgente, letale. Il Napoli fa 8 vittorie su 8 partite e stringe la Roma in una morsa da 680 passaggi e 16 tiri totali, una pressione costante che solo nel finale più con la foga che con la lucidità i giallorossi riescono ad alleggerire. La squadra di Di Francesco riscatta un primo tempo opaco con una ripresa generosa ma il Napoli, illuminato dagli 83 tocchi di Jorginho, dà sempre l'impressione di maggiore ordine, lucidità, prontezza nel recupero del pallone. Il gol di Insigne, il 200mo nella gestione Sarri, incastona una prestazione da grande squadra. La Roma, invece, esce rimandata e ridimensionata dal primo big match della stagione.

Il Napoli muove meglio il pallone.

Il 4-3-3 del Napoli riflette una squadra molto tecnica, abituata a muovere velocemente il pallone e trovare Ghoulam sempre alto e spesso libero viste le caratteristiche di Bruno Peres, chiamato a rimanere più coperto e disciplinato del solito. La Roma, che in stagione ha la tendenza a recuperare il pallone in posizioni più basse rispetto agli azzurri (36 metri rispetto ai 42 degli azzurri rispetto alla propria porta), orchestra un pressing che vorrebbe essere più organizzato.

Dzeko partecipa alla fase di copertura di una Roma che si preoccupa in avvio di non lasciare spazi fra le linee, dove si è rivelata vulnerabile contro l'Atletico Madrid e, anche se in misura non influente sul risultato, contro il Milan.

Il possesso palla di Roma e Napoli nel primo tempo: si nota l'efficacia della catena azzurra di sinistrain foto: Il possesso palla di Roma e Napoli nel primo tempo: si nota l'efficacia della catena azzurra di sinistra

Roma, salta la ricerca della profondità.

Il Napoli tende a toccare più palloni e verticalizzare di più, anche se nelle ultime settimane Di Francesco ha imposto un diverso atteggiamento nella circolazione del pallone. Meno gestione orizzontale, è questo lo spirito, maggiore ricerca della profondità. Un piano che funziona solo se Nainggolan si mantiene in fase di ricezione in quel confine sottile fra la mezzala di possesso con licenza di attaccare e il trequartista. A riempire quello spazio nelle transizioni ci pensa Dzeko, che pur con una struttura fisica opposta, interpreta il ruolo con movimenti fuori linea e posizioni non così diverse rispetto a Mertens.

Dzeko tocca pochi palloni e tutti lontani dalla porta nel primo tempoin foto: Dzeko tocca pochi palloni e tutti lontani dalla porta nel primo tempo

Insigne fa 200 per Sarri.

E' sornione il Napoli di Sarri, che gestisce meglio le ondulazioni della partita. Il belga si smarca sulla seconda verticalizzazione consecutiva di un Napoli che ne completa quasi 222 di media a partita in stagione. Manolas ripiega bene sulla torsione del belga, il rimpallo su De Rossi diventa un assist per Insigne che accompagna come sempre benissimo nel corridoio interno a sinistra e firma il gol numero 100 in carriera, il 200mo del Napoli nella gestione Sarri.

Mertens, Insigne, Callejon: il trio delle meraviglie spacca il match nel primo tempoin foto: Mertens, Insigne, Callejon: il trio delle meraviglie spacca il match nel primo tempo

La Roma rallenta troppo.

Il possesso palla però è lento, Perotti a sinistra non viene sfruttato a dovere nel ribaltamento dell'azione. Il Napoli mantiene la sua vocazione, la ricerca dello smarcamento continuo, che si vede anche nei tagli perfetti di Callejon non sempre visti nella costruzione della manovra. La Roma si abbassa anche troppo, spesso costretta a tenere gli uomini tutti nella propria metà campo e sotto la linea della palla. Hamsik, uomo d'ordine tanto nel prendersi il pallone dalla difesa quanto nell'andare a smistare sulla trequarti, offre sempre una destinazione non già descritta nella circolazione del pallone, resa ancora più armonica dagli accompagnamenti costanti di Mertens in appoggio a Insigne a sinistra.

E permette di cambiare gioco solo sul secondo movimento, con i giallorossi non sempre compatti nella copertura del campo e lenti sulle seconde palle ai venti metri. Il numero di Insigne alla fine del primo tempo racconta proprio una squadra che rimane con la linea a quattro ferma, con i difensori indecisi se andare a prendere Lorenzo il Magnifico o proteggere la porta, ma nessuno esce e nessuno scala dal centrocampo.

I numeri del primo tempo: Jorginho, Insigne e Hamsik toccano più palloni di tuttiin foto: I numeri del primo tempo: Jorginho, Insigne e Hamsik toccano più palloni di tutti

Florenzi e Peres troppo bassi.

Proprio per compensare gli spazi aperti sul fronte destro della difesa giallorossa, Florenzi tende ad abbassarsi molto sulla linea dei centrocampisti in fase di non possesso e rende ancora più complicato trasformare l'azione da difensiva in offensiva. Coinvolgere Dzeko, anche alla ricerca di sponde sulla trequarti, rimane solo un tentativo teorico.

Pellegrini non ha tempo di gestire il pallone e di rappresentare quell'elemento equilibratore che tanto serve nel centrocampo di Di Francesco anche per liberare corsa ed estro di Nainggolan. Così i giallorossi finiscono per cercare il lancio lungo, facilitando la lettura preventiva di Koulibaly. Nel primo tempo, e il dato parla chiaro, il Napoli intercetta solo tre palloni, uno nel cerchio di centrocampo e due nella metà campo avversaria. La Roma, invece, ne intercetta 9 e quasi tutti al limite della propria area e nella propria trequarti. Non a caso, in stagione, la Roma mantiene una media di 12 interventi utili in più nei propri sedici metri.

Gli intercetti nel primo tempoin foto: Gli intercetti nel primo tempo

Si fa male Manolas: con Fazio si imposta più da dietro.

La Roma non ha le geometrie per attaccare una difesa chiusa, anche se nella ripresa Naingolan parte leggermente più avanzato rispetto al primo tempo e più vicino a spezzare la catena Allan-Callejon. la Roma guadagna possibilità di recupero più alto del pallone e verticalizzazioni meno casuali e più rapide verso Dzeko. I giallorossi rischiano con Manolas che si fa male, ennesimo infortunio muscolare. e chiede il cambio mentre un frettoloso Mertens manca il 2-0 su un altro lancio lungo che scopre la difesa avversaria non proprio compatta nella transizione positiva.

E prima del cambio concede ancora una conclusione a Hamsik che si inserisce fra le linee e riceva una palla scoperta dalla fascia destra, una delle situazioni che difensivamente più mettono in difficoltà la Roma di Di Francesco.

Sarri toglie Jorginho e Hamsik.

I padroni di casa sfoderano lo sforzo maggiore nel tentativo di raddrizzare la partita ma, come nell'ultimo precedente all'Olimpico, sbattono contro un grande Reina che si salva con l'aiuto del palo su Fazio, che stacca da calcio d'angolo. Di Francesco schiera Under, più fresco e meno tattico, per Florenzi. Il turco si muove bene senza palla, taglia verso il centro e va anche a cercare l'uno contro uno, il mismatch, con Koulibaly. E' sua l'ultima chance della partita, bravo a defilarsi sul secondo palo sul cross da sinistra.

Sarri aumenta il tasso di corsa in mezzo, con Zielinski e Diawara per Hamsik e Jorginho. Una configurazione più dinamica contro una Roma che dopo l'ingresso di Fazio per Manolas può impostare con più frequenza con i due centrali di difesa.

I palloni toccati da Hamsik, in costante appoggio a sinistrain foto: I palloni toccati da Hamsik, in costante appoggio a sinistra

Finale generoso.

Il Napoli si abbassa nel finale, mentre Pellegrini chiede il cambio (entrerà Gerson) a un quarto d'ora dalla fine. La migliore occasione della Roma, da lì alla fine arriverà sul colpo di testa di Dzeko che si distoglie dalla marcatura a zona su calcio d'angolo, arretrando in uscita dal blocco sul primo palo come in occasione del colpo di testa di Fazio, ma in torsione sfiora solo la parte superiore della traversa. La generosità però non basta nelle grandi occasioni. E il Napoli va meritatamente in fuga.