Nei piani di Maurizio Sarri, quella di Genova avrebbe dovuto essere il penultimo atto prima della festa finale. Archiviato il sogno di arrivare al tricolore, finito nelle mani della Juventus grazie al pareggio contro la Roma, il Napoli si è accontentato di scrivere un nuovo record vincendo con merito e grazie alle due reti arrivate nella ripresa. Dopo le ultime uscite deludenti, Hamsik e compagni si sono dunque ritrovati con una vittoria che mancava dal blitz di Torino contro i bianconeri di Massimiliano Allegri. Dimenticati i passi falsi con Fiorentina e Torino, l'undici partenopeo ha così raggiunto quel record di punti che tanto aveva chiesto il tecnico napoletano. In casa Sampdoria cala invece il sipario sulle ambizioni europee. Alla squadra di Giampaolo servivano infatti due vittorie per sperare in un piazzamento in Europa League.

Equilibrio e poche emozioni

La Sampdoria per le ultime speranza europee, il Napoli per l'onore e per il record di punti. A Marassi si ritrovano Giampaolo e Sarri: vecchi amici sin dai tempi di Empoli e protagonisti di un'ottima stagione con le loro squadre. Probabilmente appesantite dalla pressione delle ultime settimane, che ha senza dubbio messo il freno alla corsa scudetto degli azzurri, Samp e Napoli hanno dato vita ad un primo tempo combattuto ma con pochissime emozioni.

Il Napoli si è fatto preferire in fase di palleggio, anche se ha peccato di cattiveria dentro l'area avversaria. I blucerchiati si sono chiusi bene e si sono affidati alla ripartenze. Il risultato di parità, che ha accompagnato i giocatori negli spogliatoi, è stata la diretta conseguenza di quarantacinque minuti condizionati anche dalla pioggia caduta sul terreno del Ferraris. Le uniche grandi emozioni sono arrivate da un colpo di testa di Albiol, da un destro a giro di Insigne e dalla traversa colta dai padroni di casa con una capocciata di Ferrari.

Il gioiello di Milik e l'idiozia di alcuni tifosi blucerchiati

Anche nella ripresa i ritmi sono stati alti, con le due squadre che hanno continuato nella loro strategia: Napoli a fare la partita e Sampdoria attenta in difesa e velenosa nelle ripartenze. Il gioco partenopeo è sempre nato dalle corsie esterne e da quei fraseggi corti classici del gioco di Sarri, come quello che ha mandato Insigne solo davanti al portiere avversario Belec: straordinario nel negare il vantaggio all'attaccante azzurro. Di fronte alla difficoltà di bucare la difesa avversaria, il tecnico napoletano è così passato ai ripari con l'ingresso di Hamsik e Milik al posto di Callejon e Mertens.

Quella di Sarri si è rivelata subito una scelta azzeccata, perché è stato proprio il polacco a sbloccare il match al 72esimo con un bellissimo sinistro all'incrocio. Un gol che Milik ha festeggiato prendendo in giro la gradinata blucerchiata: colpevole di aver cantato cori beceri nei confronti della squadra e dei tifosi napoletani e di aver fatto sospendere la partita per alcuni minuti. La rete che ha chiuso definitivamente la sfida l'ha invece segnata poco dopo Albiol con la specialità della casa: il colpo di testa. I dieci minuti finali non sono infatti bastati alla Sampdoria per trovare il gol della bandiera. Il successo finale è andato meritatamente al Napoli. Il tutto mentre a Roma scattava la festa tricolore della Juventus.