Dries Mertens doveva partire e lasciare Napoli con l'avvento di Ancelotti al posto di Sarri. Per i suoi detrattori il belga aveva giò dato il suo meglio e dunque poteva lasciare il disturbo. Poi, professionalità, disponibilità e prestazioni hanno fatto il resto confermando che il belga ha ancora molto da dare e oggi insieme a Milik si divide ancora il posto titolare nell'attacco partenopeo.

Lo zoccolo duro del nuovo progetto Ancelotti

Una scelta che sta ripagando Ancelotti e i tifosi perché insieme a Insigne e a Callejon, Mertens rappresenta oramai lo zoccolo duro di questa squadra, l'esperienza e la qualità a servizi del nuovo progetto tecnico di Ancelotti. Sono arrivati nuovi giocatori, altri potrebbero giungere ma per il belga non c'è problema: in questo Napoli c'è posto per tutti "Siamo vicini a compiere un altro step, e sarebbe importante farlo. Dobbiamo continuare a fare bene, magari acquistando altri calciatori. Quando acquisti i migliori calciatori hai una squadra migliore. Però tanti di noi giocano assieme da anni, ma alla fine per vincere qualcosa serve fare di più. Lukaku? Gli ho mandato i miei auguri personali, sarà un bene per l'Inter e per la Serie A".

Il ciclo vincente, i record personali

Ancelotti ha ridato slancio e vita al progetto, ha cambiato qualcosa per personalizzare una squadra molto forte ed è bello vedere come le cose possano cambiare anche quando c'è chi pensa che tutto debba restare uguale.

Per Mertens l'obiettivo è fare bene con la maglia azzurra, iniziare a vincere qualche trofeo importante, aprire un ciclo vincente non solo nel gioco ma anche  – e soprattutto – nei risultati. Poi c'è anche la soddisfazione personale, quella di essere entrato nella storia del club, a suon di gol: "Sono diventato attaccante quasi per caso, a causa di alcuni infortuni. Ma per come gioco e mi presento in campo sono sempre alla ricerca di un gol o di un assist ed essere vicino alla cima della classifica di sempre della società è  gratificante"