Lorenzo Insigne, uno dei calciatori italiani di maggior talento che si sta dividendo tra Napoli e Nazionale. Con avverse fortune. L'azzurro partenopeo gli ha conferito onore e gloria, grazie a Sarri che lo ha saputo rilanciare in un progetto che oramai lo vede assoluto protagonista con Callejon e Mertens a fargli da compagni. Nella nazionale di Ventura, invece, i problemi ci sono eccome, con prestazioni difficilmente all'altezza delle aspettative e conseguenti risultati deludenti. Ma ‘il Magnifico' è comunque uno dei talenti più interessanti del panorama internazionale e patrimonio di un Napoli che non si è fatto impaurire da un fisico apparentemente fragile.

Torino, Inter e i centimetri in meno.

Lorenzo Insigne poteva anche non giocare al Napoli e oggi essere un talento di altri club, come Torino e Inter ad esempio. Le due società che – racconta Insigne in una intervista rilasciata a Dogout – avrebbero potuto ingaggiarlo ma alla fine lo scartarono per una questione di centimetri: "Quando fui scartato da Torino e Inter ci rimasi malissimo perchè dicevano che fossi troppo basso. Ma sono contento, perchè questo ha contribuito a realizzare il sogno di giocare col Napoli".

Il primo gol con il Napoli.

Però la realtà è partenopea, una realtà che ha sposato nel 2012 dopo esserci cresciuto nelle giovanili. Un cammino che oggi è solamente all'inizio ma che è già pieno di ricordi, come l'emozione del primo gol che è rimasto nel cuore. Segnato, ovviamente, nel cuore del tempio del tifo azzurro, il San Paolo: "Ricordo quello col Parma al San Paolo, un'emozione indescrivibile, non ti capita tutti i giorni". 

L'idolo cui ispirarsi: Del Piero.

Ma se è vero che Insigne è diventato uno degli idoli del tifo napoletano è pur vero che non si ispira a nessuno del passato partenopeo. Lui che è dentro la polemica di giocare e rendere come un ‘numero 10' ("son forte tecnicamente, mi piace saltare gli avversari e arrivare in porta") ha un idolo che gli stessi napoletani rispettano ma non considerano: il bianconero Alex Del Piero. "So che dà fastidio a molti ma io lo ammiro sia da giocatore che da uomo".