Allenamenti 2.0. A Napoli si fa sul serio, in attesa di vincere qualcosa di importante. Ogni stagione sembra quella giusta, poi qualcosa si inceppa nel percorso e si deve ripartire. Così, il club partenopeo ha deciso di affidarsi sempre più alla tecnologia, oltre che ad uno dei tecnici più competenti, stimati e vincenti in circolazione, Carlo Ancelotti.

Monitoraggio 2.0

Fatto sta che ogni giocatore inserito in rosa, titolare o panchinaro, viene costantemente monitorato ogni minuto, in ogni movimento, ad ogni passo. Si studia, a Napoli, l'evoluzione della specie calcistica alla ricerca del giocatore perfetto, in una squadra perfetta. Quindi non solo la tattica, gli schemi da imparare, digerire ed eseguire, non solo l'estro, la forza, il dribbling o il tackle da affinare per aumentare il proprio bagaglio personale. Durante gli allenamenti – e le partite – i giocatori sono monitorati in tutto: sedute personalizzate, Gps per capirne i movimenti, la velocità, la durata atletica, lo studio del DNA.

Tasso infortuni tra i più bassi d'Europa

Insomma, tutto ciò che la scienza permettere di utilizzare rimanendo nella dinamica e nelle regole sportive, a Napoli si applica. E i risultati sul fisico degli atleti si fa già sentire. Nell'era del calcio totale, dove il fisico ha sempre più la meglio della tattica o dei ruoli, nella tabella sugli infortuni in gara svolto su 18 club d'Europa, con un tasso medio di 17,5 per ogni mille ore di gioco, il Napoli vanta il secondo livello più basso con 4,0. Molto basso anche il tasso di infortuni muscolari, che è dello 0,5 a fronte di una media di 2,2

L'ultima frontiera, il DNA

Vorrà dire pur qualcosa. in attesa di vincere. Ancelotti, dunque, non è solo ed è ben accompagnato: il dottor Antonio Giordano, stimato patologo e oncologo di fama internazionale è anche il coordinatore scientifico del Napoli e da quasi un anno sta portando avanti uno studio che presto verrà presentato: l'analisi del Dna degli atleti.