Il pari casalingo del Napoli di ieri sera, polemiche a parte, che pure stanno infiammando il day after, inchioda alle proprie responsabilità il collettivo campano. Che si ritrova fuori dalla zona Champions League, con Lazio e Roma davanti e Cagliari a pari punti, e non riesce a scrollarsi di dosso la sindrome del pareggio. Con ben due match senza successi, né sconfitte, nelle ultime tre gare di Serie A. Per una graduatoria precaria e che, in questo momento della stagione, non si vedeva da diversi anni. Indice di una crisi – forse – imminente, almeno sul piano dei risultati, e di una direzione da raddrizzare in fretta.

Mai così male negli ultimi anni. Fuori dalla Champions come 5 anni fa

Nelle ultime cinque stagioni, nelle ere Benitez, Sarri e poi Ancelotti, il Napoli non si ritrovava con soli 18 punti, e poi idealmente fuori dalla Champions League, in dieci turni di campionato, da molto tempo. Precisamente, dall’ultimo anno dell’ex tecnico del Liverpool con gli azzurri. Con i campani, a questo punto della stagione, dietro a Juventus (25 punti), Roma (22), Lazio e Sampdoria (19). Per una partenza col freno a mano tirato, e con quasi gli stessi numeri attuali: cinque affermazioni, tre pareggi e due sconfitte.

Allora, i gol segnati furono 19, oggi 20, allora, i gol incassati furono 12, oggi 13, allora, come oggi. Insomma, le analogie non sono di certo poche per un precedente che però non fa ben sperare i tifosi del Napoli perché se è vero che quell’annata portò ai partenopei l’ultimo trofeo della gestione De Laurentiis e la semifinale di Europa League, c’è anche da dire che quel campionato, con un finale thrilling, con gli azzurri sconfitti in casa nel decisivo spareggio con la Lazio, il Napoli lo terminò al quinto posto. Un destino che si augurano di evitare tutti, e non solo Adl e Ancelotti.

Cosa non funziona: difesa incerta e alcuni nuovi in difficoltà ma quanti infortuni

Certo le attenuanti non mancano. Gli episodi arbitrali, i tanti infortuni (Mario Rui, Manolas, Allan, Malcuit), la non uniforme condizione fisica della squadra, con tanti pezzi arrivati a sprazzi all’appuntamento con la nuova stagione, e un po’ di sfortuna con ben sette legni già colpiti. Eppure, le cose che non vanno sono diverse. Il Napoli stacca troppo facilmente a livello mentale, con i ragazzi di Ancelotti quasi perfetti solo con le big, e un po’ svogliati con le medio-piccole, concede troppo in difesa, con già 13 reti sul groppone, e sembra non riuscire a mettere nelle migliori condizioni possibili alcuni neo-acquisti, come Lozano, ancora troppo estranei ai meccanismi di gioco corali. Insomma, c’è molto da lavorare, anche per non replicare l’annata 2014/15 e consegnare agli annali un’altra stagione da dimenticare.