Nella serata della sua 300ª gara con la maglia del Napoli in tutte le competizioni, Lorenzo Insigne è stato uno dei meno positivi della sua squadra e quel calciatore di inizio stagione che si era trasformato in un attaccante importante si è visto pochissimo. Il calciatore di Frattamaggiore non è stato una buona spalla per Milik e quando Carlo Ancelotti ha deciso di sostituirlo con Amin Younes sono arrivati anche i fischi da una parte del pubblico che il numero 24 non ha digerito molto. Insigne appena fuori dal rettangolo verde si è fermato a parlare qualche secondo con il suo allenatore e poi ha tirato un calcio ad un bottiglietta d'acqua prima di appoggiarsi al fianco della panchina per vedere i restanti 29′. Tanti compagni hanno capito il suo momento e lo hanno consolato.

L'inviato da bordo campo di Sky ha subito escluso una sorta di critica del capitano azzurro al suo tecnico per il cambio e anche lo stesso allenatore di Reggiolo nel post partita, sempre ai microfoni dell'emittente di Murdoch, ha confermato che il suo calciatore non si era rammaricato per il cambio ma "era dispiaciuto per l'andamento della gara, ci credeva come tutti, la sua reazione non e' legata alla sostituzione". Insomma, caso rientrato.

Insigne non ha fatto bene e i suoi numeri fanno capire che tipo di partita ha giocato: dribbling riusciti 2 su 4, precisione dei passaggi che si attesta sull'81% e non si è fatto notare né per i i passaggi decisivi né per i contrasti vinti.

Dopo l'opaca prova dell'andata a Londra anche oggi Lorenzo da Frattamaggiore non ha dato il contributo che sperava e quella "incazzatura" post sostituzione forse era più una critica a se stesso che all'uscita dal campo decisa dal suo tecnico. A peggiorare la situazione sono arrivati i fischi da parte dei tifosi. Anche per Insigne vale la locuzione "Nemo propheta in patria"?