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Napoli, complotto ultrà dietro le rapine ai calciatori

Le rivelazioni in aula del collaboratore di giustizia, Salvatore Russomagno.
A cura di Maurizio De Santis
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Il rifiuto o la semplice reticenza dei calciatori del Napoli che non partecipano a eventi, manifestazioni organizzate dai tifosi non possono essere tollerati. E allora quello ‘sgarro' va pagato. E' questo il senso delle dichiarazioni di Salvatore Russomagno, il collaboratore di giustizia che, interrogato dal pm Anna Frasca, durante il processo per la rapina subita da Valon Behrami ha raccontato il retroscena in aula, davanti alla IX sezione del Tribunale presieduta da Nicola Miraglia del Giudice. "C'è un complotto ordito dai Mastiffs per punire i calciatori del Napoli che non presenziano agli eventi organizzati dai tifosi".

Nel mirino. Il colpo fatto al calciatore svizzero, però, non rientra in questo piano, attuato invece nei confronti di altri giocatori: come accaduto alla compagna di Lavezzi, alle mogli di Hamsik e Cavani.

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