Alla fine, san Siro gli ha riservato un piccolo tributo: applausi dai 30 mila sugli spalti per la Coppa Italia a Radja Nainggolan, il ‘ninja' che ha lasciato suo malgrado i nerazzurri in estate per trasferirsi in Sardegna, laddove tutto era iniziato. Un ex che il tifo nerazzurro non ha dimenticato malgrado una presenza fugace e non del tutto positiva che ha portato Conte ha fare altre valutazioni e scelte tecniche. Ma il centrocampista belga ha lasciato un ricordo positivo testimoniato dall'affetto della sua vecchia tifoseria.

Sull'addio di Nainggolan si è detto e scritto di tutto: Conte non lo desiderava, era un ‘protetto' di Spalletti, creava problemi negli spogliatoi, il club era infastidito per i suoi eccessi. Nulla di più falso, perché è lo stesso Nainggolan a ritornare sull'argomento a margine di Inter-Cagliari di Coppa Italia, sottolineando come il rapporto con i nerazzurro era stato ed è tutt'ora più che positivo. La separazione (fino a giugno in prestito) è arrivata per altre scelte, soprattutto di campo.

 Tifo per i miei ex compagni, se poi lo scudetto lo vince l’Inter non lo vince la Juve e quindi io sono contento

L'applauso di San Siro

Nainggolan saluta il proprio ex pubblico con affetto, l'applauso uscendo dal campo non era dovuto, è stato spontaneo e ha permesso al centrocampista di ribadire quanto già detto in passato a parole: non ha nulla contro l'Inter. "L’affetto dei tifosi fa sempre piacere, sono contento. Vuol dire che qualcosa di buono l’ho lasciato. Ho lasciato uno spogliatoio buono, sono sempre stato bene con tutti. A differenza di quello che si dice non ho mai creato problemi"

Uomini veri e non

I motivi dell'addio sono chiari, la volontà di Conte è stata determinante ma anche con il tecnico Nainggolan rivendica un rapporto schietto, da uomini veri che si dicono le cose in faccia, come fanno i professionisti: "Io non ho mai avuto problemi con Conte. Mi ha detto le cose in faccia ed io gli ho sempre detto cosa pensavo. Apprezzo quando le cose vengono dette in faccia ma non è stato così per tutti… Io non faccio il mercato, non faccio il direttore, io faccio il calciatore. Sono convinto delle mie qualità, per me ci potevo stare ma loro hanno fatto altre scelte ed io le ho accettate"