Due gli episodi da moviola che hanno caratterizzato la gara tra Roma e Napoli giocata all'Olimpico. Il primo caso fa riferimento al gol del possibile raddoppio degli azzurri annullato a Milik, il secondo è relativo al calcio di rigore concesso ai capitolini alla fine del primo tempo (poi trasformato da Perotti). Nessuna perplessità sulle decisioni dell'arbitro Calvarese sia nell'uno (con l'aiuto del Var), sia nell'altro episodio. Eccoli nel dettaglio.

Perché Calvarese ha annullato il gol di Milik

L'azione che porta al gol del raddoppio di Milik alimenta perplessità. A velocità normale non si riesce a capire perché l'arbitro Calvarese abbia deciso di annullare la rete dell'attaccante polacco. Le immagini alla moviola e la visuale differente del Var fanno sì che dalla control room suggeriscano al direttore di gara per quale motivo la prodezza della punta partenopea è da considerare nulla.

  • Milik parte sì alle spalle della coppia di centrali romanisti ma, una volta in area, finisce in fuorigioco di pochissimo… questione di centimetri, della punta della scarpa che lo tiene in posizione irregolare. Perché Calvarese non è andato alla on-field-review? Il direttore di gara ritiene non necessario il ricorso alla moviola in campo e sufficienti le indicazioni dei suoi assistenti nella cabina di regia.

Giusto assegnare il rigore alla Roma a fine primo tempo

Più netta rispetto alla decisione di annullare la rete a Milik quella presa presa per assegnare il calcio di rigore alla Roma. Non c'è bisogno di ricorrere al Var per valutare come fallosa l'uscita di Meret su Schick appostato a pochi passi dalla porta. Nel replay, però, si nota anche un altro particolare: nello stacco con Nzonzi c'è un tocco di mano di Mario Rui non rilevato dal direttore di gara per effetto del prosieguo dell'azione che porta all'intervento falloso del portiere partenopeo.