Mourinho e Leonardo vs Benitez e Gasperini: gli ex litigano sui problemi dell’Inter

Che l'Inter divida, questo è innegabile. Lo dice la storia nerazzurra, lo dicono i protagonisti in nerazzurro. Lo dicono i fatti: mai nulla di banale, nel bene e nel male, solo esagerazioni. Una società e una squadra che sanno vincere tutto nel giro di una settimana, come nello storico mese di maggio 2010 quando alzarono in cielo i trofei che decretarono lo storico Triplete, ma anche la stessa a non riuscire a vincere una Champions (senza andarci nemmeno vicina) per più di 40 anni. Insomma, l'Inter o la si ama o la si odia, le mezze misure non fanno per lei. E ciò è accaduto e accade anche a chi l'Inter l'ha potuta allenare, per un giorno per un mese o per un anno, vincendo tutto o non vincendo nulla. Anche in questo caso, gli ex tecnici nerazzurri si dividono: o sono rimasti al fianco dei colori nerazzurri o ne sono stati delusi e, quindi, primi critici. E' la storia recente di quattro tecnici che in comune poco hanno se non l'essersi seduti sulla panchina dell'Inter nell'era Moratti. Nel giro di 15 mesi o poco più. Si tratta di Josè Mourinho, Rafa Benitez, Leonardo, Gian Piero Gasperini. In stretto ordine temporale, non di ‘amore' o ‘disprezzo' per i colori nerazzurri.
A dividere i tecnici sopra elencati sono le dichiarazioni che da molti mesi oramai percorrono le pagine dei giornali, le rubriche televisive e i commenti da "Bar Sport" dei tifosi: l'Inter attuale in difficoltà è oggetto del contendere, è argomento di discussione. Non basta il gol di Pazzini a Lille per rasserenare l'ambiente. C'è chi la difende, ne capisce i problemi e sta vicino alla società e alla squadra che un tempo ha allenato, c'è invece chi calca il dito sulla botta e ne aumenta il livido, ricordando amaramente il ‘trattamento‘ ingiusto che ha subito e il ‘naturale‘ corso degli eventi. Nel primo caso, ci si riferisce a due "interisti" che – loro per primi – si definiscono autentici, doc: Josè Mourinho e Leonardo. Nel secondo caso, il gruppo è formato da due allenatori avvelenati dai colori nerazzurri, Rafa Benitez e Gian Piero Gasperini.

Mou & Leo: premiata ditta nerazzurra
Davanti all'Inter da Serie B, ricca di problemi, di infortuni e di paure, Josè Mourinho non dimentica mai una parola di conforto e di sostegno verso la società, i tifosi e la squadra che l'hanno condotto sul tetto del mondo sportivo nel non lontano 2010. Si potrebbe dire che il portoghese sappia calcolare benissimo i tempi e si sappia gestire anche a distanza: è da sempre legato anche ai tifosi del Chelsea che con lui tornarono a vincere in Premier dopo 50 anni, lo sono quelli dell'Inter che grazie a Mourinho hanno ottenuto vittorie che non raggiungevano da anni.

Rafa & Gasp: detrattori doc
Se per Mou e Leo l'amore non si discute, per Rafa e Gasp, il discorso è ben diverso. Radicalmente diverso. Sia lo spagnolo che l'italiano si sono trovati chiamare dai vertici nerazzurri, corteggiati, "pretesi", nella convinzione di un rilancio fatto di qualità e capacità indiscusse. Ma si sono anche sentiti ‘usati' dall'Inter e poi gettati al vento quali facili e troppo semplici capri espiatori. Ad avere il dente avvelenato da sempre è Benitez, il tecnico della vittoria in Supercoppa Italiana e nel Mondiale per Club ma anche colui – per dirla come Mourinho – "poteva vincere tre trofei in quattro partite e ne ha perso uno". Benitez, arrivato proprio per colmare il vuoto lasciato dallo Special One, non ha mai trovato squadra e dirigenza dalla sua parte.