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Motta: “Il calcio inglese è splendido, voglio restare al Watford”

Motta: “In Inghilterra c’è un’altra mentalità. Voglio rimanere al Watford e voglio esordire in Premier League e in FA Cup.”
A cura di Alessio Morra
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La vita è sempre piena di sorprese. La stagione di Marco Motta è stata molto particolare. Perché l’esterno difensivo ha iniziato l’annata con la Juventus che non è riuscita a cederlo nel mercato estivo e agli ordini di Allegri Motta non è mai sceso in campo. Poi all’improvviso è arrivata la chiamata del Watford, che a fine febbraio lo mette sotto contratto e gli dà soprattutto un posto da titolare. Con la squadra dei Pozzo sabato scorso Motta ha festeggiato la storica promozione in Premier League. In un’intervista rilasciata a ‘Tuttosport’, il calciatore ha parlato dei suoi inizi inglesi che non sono stati molto complicati: “Quando sono arrivato al Watford mi ha stupito l’affetto che mi ha circondato fin dal primo momento. Non me lo aspettavo, pensavo che il clima fosse un po’ più distaccato. Non ci ho messo troppo tempo ad ambientarmi, mi hanno fatto tutti sentire parte di un progetto, ho faticato di più a capire come si guida a destra.”

Motta è rimasto ammaliato dal modello calcistico inglese, che per l’ex difensore di Roma e Juventus è superiore a quello italiano: “Differenze tra calcio inglese e italiano sono tantissime. Quelle che risaltano subito sono gli stadi e le tifoserie. Stadi pieni, tutto esaurito. Sempre. Impianti all’avanguardia: nuovi, funzionali, a misura di tifoso. E se la squadra perde non ce n’è uno che contesti, insulti o fischi i propri giocatori. Solo applausi, a patto che tu in campo dai tutto quello che hai.”

Il Watford nel prossimo weekend cercherà di chiudere il campionato al primo posto, poi programmerà la prossima stagione. Motta spera ancora di indossare la maglia dei ‘Calabroni’ perché vuole giocare in Premier e in FA Cup: “Spero di poter rimanere, con Gino Pozzo abbiamo un accordo sulla parola e non vedo l’ora di esordire in Premier League e in FA Cup, i trofei più belli del mondo. La Championship è un campionato molto complicato, con tantissime squadre sullo stesso livello pronte a darsi battaglia pur di raggiungere la qualificazione.”

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