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Mondiali, Germania-Argentina 1-0 dts, una magia di Mario Goetze regala la Coppa ai tedeschi (foto)

La Germania è campione del mondo per la quarta volta. Giusto così, è stata la Nazionale più concreta, bella e forte di questo torneo. Lo fa grazie ad una perla di Mario Goetze all’8′ del secondo tempo supplementare contro una Argentina mai trascinata da Leo Messi.
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A cura di Alessio Pediglieri
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La Germania è campione del Mondo per la quarta volta. Meritatamente perché l'Argentina non è riuscita a porre resistenza se non a tratti confermandosi una squadra bella, concreta ma non vincente senza il miglior Messi che anche in finale ha fallito il proprio appuntamento con la storia. Mai in partita, la Pulce non ha saputo trascinare i suoi provando qualche spunto personale fine a se stesso. Ha vinto la Nazionale che è stata più squadra, non solo in questa finale ma in tutto il torneo con i tedeschi capaci di sapere gestire le proprie forze e plasmare le proprie caratteristiche agli avversari di turno, trovando sempre la chiave giusta per vincere la partita. In questa finale, risolta all'8′ del secondo tempo supplementare da un colpo magistrale di Martio Goetze, il capolavoro l'ha fatto Joachim Loew trovando nelle sostituzioni – a volte forzate – le scelte vincenti. Non è un caso infatti se l'azione decisiva è stata confezionata da due giocatori entrati a gara in corso, Schuerrle e Goetze. Giusto così, perché l'epilogo più corretto ha premiato la squadra migliore, quella che ha saputo mostrare il calcio più concreto e funzionale, riuscendo a vincere laddove nessuno era mai riuscito prima per una squadra europea: trionfare in Sud America.

Loew perde Khedira

Nessuna novità per i due Ct se non l'emergenza nella squadra di Loew di dover rinunciare a Khedira, infortunatosi nei minuti precedenti alla partita e il tecnico tedesco che sceglie di mettere in campo Kramer, 23enne  centrocampista del Borussia Mönchengladbach in prestito dal Bayer Leverkusen (che dovrà poi lasciare il campo per infortunio al 20′ a favore di Schuerrle). Tutti ovviamente agli ordini di Rizzoli, l'arbitro italiano che dopo Gonnella e Collina rinverdisce la tradizione italica dei direttori di gara. Il clima splendido in un Maracanà esaurito e due squadre che da subito provano a dare spettacolo con un gioco votato soprattutto ad attaccare. L'Argentina spinge sulle fasce e nella verticalizzazione ad innescare Messi, mentre i tedeschi ripropongono il bel fraseggio a centrocampo e il possesso di palla che spesso li ripropone in area argentina.

Buoni ritmi pochi tiri in porta

Sulla destra argentina i tedeschi riescono a inserirsi con insistenza grazie alle folate di Kroos e di Muller che provano i cross per Miro Klose, sempre ben controllato; ma lo stesso fa la nazionale sudamericana che nella zona di Höwedes  riescono spesso a essere pericolosi con Lavezzi e gli scatti della Pulce. Ma dopo i primi 20 minuti di gioco, sia Romero che Neuer non hanno effettuato alcunchè per sventare reali pericoli dalle rispettive porte per una gara che perde di intensità tranne che in due fiammate: al 20′ Higuain si divora l'occasione più ghiotta su un errore in retropassaggio di Kroos, non inquadrando la porta e al 27′ lo stesso Kroos colto in fuorigioco, sfiora davanti a Romero il tapìn vincente. Al 29′ ancora il Pipita protagonista, con un gol in contropiede ma Rizzoli e i suoi collaboratori fischiano un giusto offside che lascia il risultato sullo 0-0.

Occasione Howedes: palo a Romero battuto

Sul finire di primo tempo, l'Argentina si procura un altro paio di occasioni con Leo Messi che semina panico in area tedesca: la Pulce si vede poco durante la partita ma quando la palla arriva tra i suoi piedi per la Germania è un pericolo costante tanto che ci deve pensare Boateng a salvare la propria porta sulla linea. Sui capovolgimenti di fronte peri tedeschi, il più pericoloso è Muller spesso troppo libero sulla destra per poter crossare in area . E proprio sulla destra, su corner, però Howedes colpisce di testa un clamoroso palo con Romero che riesce a parare in un secondo momento.

Dentro anche Aguero, l'Argentina ci prova

La ripresa inizia con una mossa a sorpresa di Sabella: fuori un buon Lavezzi per Aguero con il Kun che va ad affiancarsi ad Higuain davanti a Messi per un'Argentina a trazione anteriore per mettere in difficoltà una Germania che ha già mostrato nei primi 45 minuti di avere delle difficoltà in difesa. E l'effetto si vede subito con la Pulce che al 47′ chiude troppo un diagonale sul secondo palo con Neuer battuto. Nella prima parte di secondo tempo è ancora la nazionale di Sabella a provare a fare la gara con la Germania che prova a giocare in ripartenza. All'11 Neuer è costretto all'uscita al limite dell'area per fermare Higuain franando sul giocatore del Napoli, salvando la propria porta.

Si va ai supplementari

Ne nasce una gara anche convulsa e nervosa che Rizzoli a volte stenta a mantenere in pugno: nessuna cattiveria ma una tensione che sale mentre ci si avvicina al 90′. I due Ct si giocano tutte le carte a disposizione: al 31′ Sabella butta in mischia l'interista Palacio per Higuain, poi toglie un esausto Perez per Gago mentre nella Germania Loew fa uscire Klose (per lui standing ovation del Maracanà) per Goetze. Ma i 90 minuti non bastano per decidere chi alzerà la coppa e si va ai supplementari con le squadre che iniziano ad allungarsi e a lasciar spazi agli avversari come in occasione del tiro a botta sicura di Schuerrle sventato da Romero e del pallonetto in corsa da parte di Palacio che non trova la porta di Neuer.

il capolavoro di Goetze

Ne secondo supplementare, la gara resta viva e tesa. Squadre lunghe, giocatori più stanchi, si vive sull'iniziativa degli ultimi entrati più freschi, come Schuerrle e Goetze che all'8′ minuto confezionano il contropiede perfetto che ammazza l'Argentina e il match: cross dalla sinistra per il neo acquisto del Bayern Monaco che controlla di petto e gira al volo di destro sul palo più lontano dove Romero non può distendersi. Un capolavoro che riconcilia con una finale non entusiasmante anche se equilibrata fino alla fine.

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