"Insegui i tuoi sogni e pensa solo a lavorare sodo". Moise Kean conserva come uno dei consigli più preziosi le parole di Cristiano Ronaldo. CR7 gli suggerì di ritagliarsi una propria strada, farsi le ossa, mettersi in discussione e crescere. Farlo in Premier League è una sfida affascinante per l'ambientazione e per se stesso. Sfida che il ‘ragazzo' ha raccolto dicendo sì all'Everton (27.5 milioni di euro con plusvalenza di 22.5 nelle casse dei bianconeri) e tuffandosi nella nuova avventura. Al sito ufficiale del club ha raccontato cosa lo ha spinto ad accettare l'offerta nonostante non mancassero proposte dall'Italia o da altri club. "Prima di andare via da Torino – è il retroscena svelato da Kean -, ho parlato con i miei compagni di squadra a Torino. Anche con CR7 e le sue parole me sono state molto importanti".

Kean dalla Juve alla Premier passando per la Nazionale

Classe 2000, Moise ha bruciato le tappe: tanti gol con la Primavera, la fiducia di Allegri e infine quella di Roberto Mancini che lo ha portato anche in Nazionale. Nella scorsa stagione ha giocato 17 partite e segnato 7 gol (6 in Serie A, 1 in Coppa Italia). Tre presenze (una in panchina con la Grecia) e 2 centri in Azzurro, entrambi nelle gare di qualificazione a Euro 2020 (Finlandia e Liechtenstein). Adesso l'esperienza nel campionato inglese: cinque anni di contratto, 3 milioni netti di stipendio a stagione rappresentano un buon incoraggiamento . "Mi sono sempre assunto grandi responsabilità – ha aggiunto Kean -. Ho sempre giocato contro ragazzi più grandi di me e questo mi ha aiutato molto per formare anche il mio carattere".

Ultima riflessione di Kean dedicata agli episodi di razzismo negli stadi, anche in quelli italiani laddove lui stesso ne è rimasto – suo malgrado – protagonista. "C'è bisogno di uno sforzo comune – ha concluso Kean -. La Juventus mi ha aiutato molto quando è successo l'episodio di Cagliari, devo ringraziare tutti per il sostegno che mi hanno dato".