Quando arriverà la sentenza della Uefa sulle violazioni del Fairplay finanziario del Milan relative al triennio 2014/2017? Entro mercoledì prossimo al massimo è atteso il verdetto della Camera Giudicante e l'entità della somma dirà molto anche sulle scelte che il club potrà fare a gennaio in sede di sessione invernale di mercato. Secondo le indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 ore l'importo non dovrebbe essere oneroso ma limitato a cinque massimo sette milioni di euro. Un'ammenda soft che testimonierebbe la fiducia nei confronti della nuova dirigenza rossonera (il presidente Scaroni, Gordon Singer, Tuil e Furlani quali rappresentanti del fondo Elliott) che nell'incontro dello scorso 20 novembre ha illustrato il progetto di risanamento del bilancio e le strategie future per il rilancio del club.

A marzo la discussione per il settlement agreement. Un passaggio cruciale che arriva poco dopo la nomina ufficiale di Ivan Gazidis ad amministratore delegato: evitata la stangata da parte della Federazione, il Milan punterebbe i riflettori sulla prossima primavera quando (tra marzo e aprile del 2019) si presenterà dinanzi al collegio della Camera Investigativa per discutere del settlement agreement. Ovvero, i cosiddetti ‘compiti a casa' che la Uefa assegnerà alla società come obiettivi economico-finanziari da rispettare nei tempi e nei modi stabiliti dalla commissione. Una situazione che andrebbe a ricalcare quanto già accaduto nei mesi scorsi all'Inter e alla Roma che, oltre alle sanzioni pecuniarie, hanno scontato anche ulteriori limitazioni.

Cosa succede a gennaio? L’arrivo di Ibrahimovic può saltare? Diciamo che non è più così certo come sembrava nelle scorse settimane considerato che, per necessità di bilancio e di opportunità in rosa, potrebbe essere diverso il profilo ricercato: non un attaccante, semmai un centrocampista o un difensore. Altro fattore da valutare: l'ingaggio (sia pure per sei mesi ma con possibilità di rinnovo per un altro anno) dello svedese potrebbe rappresentare un ostacolo alla crescita di Cutrone (l'attaccante che è il simbolo del progetto di ringiovanimento della rosa) e al tempo stesso non favorirebbe discorsi di più ampio respiro considerata l'età di alcuni interpreti (31 anni Higuain, 37 Ibrahimovic).