Una partita giocata prima col peso di chi sa di dover trovare il modo di lasciare il segno, contro la sua ex squadra che in estate lo ha ‘scaricato' favorendo l'arrivo di Cristiano Ronaldo. Poi, l'occasione perfetta, il rigore che sbaglia, aprendosi da solo il baratro in una notte sempre più buia. Infine, l'espulsione, per proteste contro l'arbitro Mazzoleni, per un fallo a centrocampo e quei secondi di follia che potrebbero costargli carissimo in fatto di squalifica del Giudice Sportivo.

Una serata da dimenticare

Questa la fotografia della sfida di Gonzalo Higuain in Milan-Juventus, altamente insufficiente e soprattutto sbagliata, nell'approccio e nell'atteggiamento. Sconfitto tre volte, umiliato da se stesso prima che dal verdetto del campo, il Pipita dovrà dimenticare in fretta questi 90 minuti per non perdersi ulteriormente. Un compito che dovrà fare soprattutto Gattuso bravissimo ad evitare ulteriori pietre verso il suo bomber sconfitto.

Gli istanti di follia

Adesso si dovrà attendere il verdetto del Giudice Sportivo che potrebbe anche passare alle maniere forti se Mazzoleni sul referto riporterà le parole espresse dal Pipita che anche in diretta tv non sono assolutamente sembrate ortodosse. Due, tre, quattro giornate? Si saprà ad inizio settimana ma poco conta. Ora conta soprattutto lo stato psicologico di un campione che non è riuscito ad elevarsi come avrebbe voluto.

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Le scuse nel post-partita

Voglio chiedere scusa a tutti. In particolar modo alla squadra, al mister e ai tifosi per la reazione che ho avuto nel finale di partita. L'arbitro sa che cosa gli ho detto e anche gli arbitri a volte devono capire la situazione delle partite, l'emozione che c'è in quei momenti. La decisione è stata questa, chiedo scusa per la reazione e mi prendo la responsabilità di ciò che accadrà. Quella reazione è scattata perché secondo me il fallo era di Benatia, invece ha dato punizione alla Juventus e mi ha anche ammonito. Quindi è arrivata quella reazione e il cartellino rosso. 

Perché è andato via dalla Juve? Decisione di altri…

Perché ho lasciato la Juve? Non è una domanda che dovete fare a me… Tutti sanno quello che ho fatto alla Juventus e la decisione dell'addio non è stata mia, poi è arrivato il Milan che mi ha voluto e ho scelto il Milan.

Emozione e robot

Higuain non ci sta però a essere semplicemente crocifisso per quanto accaduto senza sottolineare il motivo che lo ha spinto oltre il consentito: "Io vivo da sempre di emozioni, nel bene e nel male. Ma è certo che noi siamo anche  un esempio per i bambini e dobbiamo ricordarcelo. Ma non siamo robot, ci sono delle cose dietro e gli arbitri qualche volte devono capire la situazione. Oltre al calciatore in campo scende anche l'uomo e me la prendo sempre troppo. A volte dovrei reagire di meno, ma sono fatto così… e la mia reazione non è stata quella giusta.