Chi lo conosce bene, lo descrive come un tecnico versatile, tutt'altro che integralista, abituato a "fare il pane con la massa a disposizione". E in effetti, guardando alla carriera in panchina di Stefano Pioli, neo-tecnico del Milan (ecco come potrebbero cambiare i rossoneri con il suo arrivo), non c'è un'impronta tattica uguale all'altra nelle diverse esperienze tra Bologna, Chievo, Lazio, Inter e Fiorentina (solo per citarne alcune…).

Il punto di avvio è rappresentato dai giocatori a disposizione: si parte da lì per modellare il vestito più adatto ad esaltare le qualità dei singoli e con esse tutto il contesto. Dalla conferenza di presentazione qualche indicazione utile è trapelata. Il tecnico si è soffermato su pochi singoli lasciando intendere la volontà di puntare su un 4-3-3 che potrebbe così riportare in auge alcuni giocatori apparsi decisamente sottotono in quest'inizio. Proviamo, dunque, a sbilanciarci sui cinque elementi più accreditati al rilancio anche al fantacalcio.

  1. Biglia: è il primo nome accostato a Pioli, sia come elemento di congiunzione rispetto a precedenti esperienze comuni (sono stati insieme alla Lazio), sia nelle vesti di interprete di un ruolo chiave per le sue squadre. Poter contare su un regista puro, infatti, fa una grande differenza per il tecnico ex Fiorentina. Proprio l'esperienza in viola ha evidenziato la marcata cesura tra il rendimento di squadra con e senza Badelj da una stagione all'altra. Di conseguenza, attenzione all'argentino. Il suo rilancio, tra l'altro, farebbe felici anche i dirigenti che vedrebbero finalmente il suo contratto produrre valore in campo.
  2. Suso: è stato uno dei tre giocatori nominati nella conferenza stampa di presentazione. Pioli lo ha definito "un giocatore dalle qualità indiscutibili", che "ha colpi molto interessanti" e che va messo "nelle condizioni di puntare gli avversari". Un'investitura a tutti gli effetti e che rende sempre più plausibile l'idea che il Milan possa tornare a giocare con il 4-3-3, proprio il modulo che nelle precedenti stagioni ha esaltato le qualità dello spagnolo.
  3. Paquetà: vale il discorso fatto per Suso. Parlando del brasiliano, il tecnico ha già sgombrato il campo da ogni possibile equivoco sul suo ruolo indicandolo come "un’ottima mezzala", in grado di "muoversi tra le linee, inserirsi e fare anche gol". Nessuna posizione sulla trequarti, dunque, ma un ritorno al Milan di Gattuso, in cui il brasiliano aveva fatto intravedere le sue potenzialità giocando da interno di centrocampo. Pioli potrebbe esaltarne il talento come già fatto in viola con Veretout.
  4. Piatek: inutile girarci attorno, il rilancio del Milan passa necessariamente dal ritorno al gol con continuità del suo Pistolero. Troppo brutto per essere vero con Giampaolo, dovrà provare a bruciare le tappe con Pioli stabilendo immediatamente quel feeling che con il precedente tecnico non è mai scattato.
  5. Caldara: per una coincidenza fortuita e non banale, l'ex difensore dell'Atalanta è tornato ad allenarsi a pieno ritmo proprio in concomitanza con il cambio di panchina. Potrebbe essere l'elemento in grado di blindare la retroguardia rossonera.