"Salah corre sulla fascia, evita un avversario… oh Mike, che cosa ha fatto… entra in area, Ospina esce… goooool Mike gooool". Mike è Mike Kearney il tifoso del Liverpool che ha commosso tutti con la sua storia. La voce narrante – immaginate sia quella di un radiocronista che vi racconta la partita come ai vecchi tempi – è quella del cugino, Stephen. Insieme sono nella prima fila della Kop, la Curva dove c'è la parte più calorosa del tifo dei Reds: quella che quando ad Anfield Road risuona You'll Never Walk Alone si lascia trascinare dall'emozione e canta a squarciagola intonando l'inno del club. E quel ‘non camminerai mai da solo' vale soprattutto per il ragazzo che sorride e urla di gioia quando capisce che l'egiziano ha spedito in fondo al sacco la palla che spalanca le porte della qualificazione.

Mike è ipovedente, non è del tutto cieco. Distingue le sagome, un po' meno i colori, vive in un mondo di ombre o quasi e quando va allo stadio ha bisogno che qualcuno lo accompagni e gli faccia da ‘Cicerone'. Ricordate ‘tutto il calcio minuto per minuto?' Ecco, a spiegargli cosa succede, a descrivergli le azioni, a fargli da Sandro Ciotti oppure da Enrico Ameri di una volta è suo cugino. E anche se la vista gli fa difetto, dentro di sé, con l'aiuto della fantasia, può immaginare tutto quello che accade a pochi metri da lui.

Sono come tutti gli altri tifosi di calcio – ha ammesso in un'intervista alla BBC -, non importa se non riesco a vedere chiaramente ma continuo a festeggiare. E' difficile capirlo per le persone che possono vedere, ma penso che sia normale per me e sono stato così per tutta la vita. Diciamo che ho un modo tutto mio di guardare la partita…

Martedì sera Mike era lì, nella Kop, come sempre. Quando ad Anfield suona l'adunata non puoi mancare. E non importa che piova o faccia freddo: You'll Never Walk Alone è molto più di una canzone ma il sentimento comune di un popolo che diventa un cuor solo, una animo solo… quello che in gergo si dice il ‘dodicesimo uomo in campo'. Cosa è successo quando ha segnato Salah? Ce lo spiega Mike.

Quando l'azione si sviluppa nei pressi della Kop qualcosa riesco a vedere ma da lontano per me è quasi impossibile però non è stato difficile capire cosa fosse successo con l'euforia di Anfield. Se non c'è mio cugino Stephen con me, allora ci sono altri amici, è normale per noi. E tutta questa attenzione dei media la trovo un po' strana.