Con la rete arrivata contro il Frosinone – la numero 81 in Serie A con la maglia del Napoli – Dries Mertens ha eguagliato un mostro sacro della storia azzurra, Diego Maradona. Il Pibe de oro, dalla stagione 84/85 a quella 90/91 (7 campionati in tutto) ha mantenuto un ruolino di marcia costante e una media di 0,43 gol a partita. Per il belga invece la media è di 0,4 gol a partita, considerando le 202 presenze in maglia azzurra, nelle 6 stagioni che lo hanno visto protagonista dal 2013/14.

La top 10 dei marcatori azzurri, decimo Vinício e nono Altafini

Ad aprire la top 10 dei marcatori del Napoli nella Serie A a girone unico c'è Luís Vinícius de Menezes, meglio conosciuto come Vinício. Brasiliano, arrivato al Napoli dal Botafogo nella stagione 1955/56, nei suoi 5 anni all'ombra del Vesuvio ha collezionato 152 presenze e 68 gol. Lo segue a ruota José João Altafini, che dal '65 al '72 ha segnato 69 reti in maglia azzurra, prima di trasferirsi alla Juventus in un'operazione che gli avrebbe fatto guadagnare il soprannome di core n'grato.

Gonzalo Higuain, l'uomo dei record dal retrogusto amaro

Ma le amarezze in casa Napoli non finiscono qui. Al settimo posto dei marcatori all time degli azzurri con 71 gol c'è Gonzalo Higuain. L'argentino, arrivato dal Real Madrid nell'entusiasmo dei tifosi, non ha deluso le attese, andando a segno con enorme regolarità e toccando il picco massimo nella stagione 2015-16 sotto la guida di Maurizio Sarri: quell'anno, il Pipita (stra)vinse la classifica marcatori realizzando 36 gol e infrangendo il record di marcature in Serie A che appartneva a Nordhal e resisteva da oltre 60 anni. L'anno dopo si accasò alla rivale Juventus per la cifra monstre di 90 milioni di euro.

Da Careca a Sallustro, marcatori azzurri d'altri tempi

Sesto in classifica un pilastro dello Scudetto del Napoli dell'89/90. Si tratta di Antônio de Oliveira Filho, meglio noto come Careca. Ancora un brasiliano a far gioire i tifosi azzurri, che con lui hanno esultato per 73 volte in 6 anni. Il "calvo" è seguito in classifica da un nome storico per i partenopei: al quinto posto c'è infatti Attila Sallustro, paraguaiano naturalizzato italiano che giocò in maglia azzurra per 11 anni, dal 1926 al 1937, realizzando 78 gol in 206 presenze.

Si torna a sognare (e a vincere) con El Matador Cavani

Si era messo in mostra al Palermo, confermandosi poi negli anni successivi al Napoli. Edinson Cavani, attaccante uruguaiano del Napoli, ha fatto tremare le difese di tutte le squadre di Serie A al tempo dei "tre tenori" insieme a Hamsik e Lavezzi. Per El Matador (quinto in questa speciale classifica) 78 gol in 104 partite, con in bacheca anche una Coppa Italia.

Medaglia d'argento per Marek Hamšík, il capitano rimpianto

Adesso guadagna quasi 10 milioni a stagione e gioca per il Dalian, squadra che milita nel massimo campionato cinese. Ma fino a pochi anni fa, Marek Hamšík è stato un punto di riferimento per il Napoli e la sua tifoseria, arrivando a vestire anche la fascia di capitano. Undici anni all'ombra del Vesuvio, arrivato giovanissimo dal Brescia, per Marek cifra tonda di gol in Serie A: sono 100, esatti, in 408 presenze.

Antonio Vojak, capo-bomber dell'impero austro-ungarico

È nato a Pola, nella penisola istriana, nel 1904. Prima di approdare al Napoli, in Italia ha fatto le fortune di Lazio e Juventus a ridosso del regime fascista. Nel 1929 veste la casacca azzurra e per 6 anni garantisce continuità di presenze e gol. Al termine della sua parentesi partenopea, nel 1935, le marcature saranno 102, in 190 presenze. Una media impressionante di 0,53 gol a partita, che fanno di lui il più grande bomber in Serie A con la maglia del Napoli.