Il futuro di Federico Chiesa è l'argomento che più interessa ai tifosi della Fiorentina. L'incontro tra il giocatore e il nuovo patron del club toscano, Rocco Commisso, è saltato e non è detto che si tenga prossimi giorni: il giovane attaccante viola ha deciso di staccare la spina dopo l'avventura triste con l'Under 21 e vuole godersi qualche giorno di vacanza in attesa degli sviluppi sul mercato. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, nonostante le dichiarazioni del nuovo proprietario sull'incredibilità del calciatore, Chiesa avrebbe confessato alle persone più vicine di voler lottare subito per lo scudetto e la Champions League.

Muro contro muro a Firenze e Juventus all'assalto?

Si potrebbe arrivare ad un vero e proprio scontro con la proprietà da una parte e Federico Chiesa dall'altra. Ad approfittare di questa situazione potrebbe esserci la Juventus, sempre in agguato sul talentuoso calciatore viola e pronta con la sua offerta da 5 milioni a stagione per portarlo a Torino. Da un punto di vista contrattuale Federico Chiesa è legato alla Viola fino al 2022 e, stando alle parole di Joe Barone, punto di riferimento operativo della nuova Fiorentina, nell'accordo tra i Della Valle e Commisso non ci sarebbero documenti di accordi che consentirebbero a Chiesa di liberarsi dopo il 30 giugno 2019 se si fossero verificate determinate situazioni.

Commisso chiamato a decidere sul futuro di Chiesa

Se la si guarda sotto questo punto di vista non sembrano esserci particolari problemi per la Fiorentina per tenersi il calciatore ma questo potrebbe innescare una convivenza molto complicata a Firenze per Chiesa. Il figlio d'arte, in caso di muro contro muro e di una mancata cessione in questa sessione di mercato, sembra intenzionato a puntare alla scadenza del contratto e a lasciare a mani vuote il club tra tre anni: questa soluzione spaventa Commisso, che sin dall'inizio del suo percorso da numero uno della Viola è chiamato subito a risolvere una questione parecchio complessa che potrebbe avere ripercussioni possibili in campo, sui conti e sulla piazza.