Non c'è mai un attimo di tregua, e il mercato deve ancora iniziare. Da diverse settimane, tutti i grandi club sono coinvolti a turno in voci di compravendite più p meno sostenibili, ribaltoni in panchina, cessioni importanti e acquisti da mille e una notte. Adesso, a sconvolgere le notti dei tifosi parigini si è messo anche Kylian Mbappè, il neo campione del Mondo con la Francia, acquistato per cercare il sogno europeo, ancora sfuggito quest'anno.

L'attaccante transalpino ha sottolineato il suo attuale malumore per un futuro abbastanza incerto. In panchina, Tuchel appare più che saldo, con un progetto in via di sviluppo ma ci sono anche le voci di un possibile approdo da parte di Allegri. Poi i rumors sui suoi compagni, dalle possibili partenze di Rabiot, Cavani, dello stesso Neymar, ad arrivi al momento tutti in standby.

Le dichiarazioni shock

Su ‘L'Equipe' è uscito in prima pagina con le notizie shock di Mbappè, il miglior giocatore della Ligue1, fresco del titolo e reduce da una stagione positiva con il fiore all'occhiello del mondiale estivo in Russia con la nazionale francese: "Questa è stata la mia quarta stagione in Ligue 1 e sono forse giunto alla prima o seconda svolta in carriera. Credo sia forse giunto il momento di assumermi più responsabilità. Spero sia al Psg, e mi farebbe piacere, o magari altrove con un nuovo progetto".

Chiarezza, obiettivi e gerarchie

Non un semplice mal di pancia ma delle richieste che sembrano precise, rivolte ad una dirigenza che investe ma non vince, in uno spogliatoio dove le consegne (e le gerarchie) appaiono create alla bisogna, in base al momento. Mbappè ha indirizzato la via chiaramente: il club ha il dovere di tracciare una linea univoca dove l'attaccante non ha più voglia di attendere di diventare grande, altrimenti c'è l'imbarazzo della scelta su dove andare.

Il dualismo pericoloso con Neymar

I più attenti hanno letto nelle parole del francese un fastidio di fondo con altre stelle ingombranti, come Neymar ad esempio, che catalizza spesso le attenzioni altrui anche non incidendo poi sul campo come dovrebbe. E togliendo spazio e nomea a compagni che se la meriterebbero per diritti acquisti col lavoro e la propria disponibilità: "Era il momento giusto per dirlo e adesso se avrò più responsabilità al Psg, tanto meglio e con piacere. Oppure sarà da un'altra parte per una nuova sfida". L'Europa è avvisata