Mazzarri: “Il mio Napoli tra i Top Club”

Provaci ancora, Walter. Mazzarri ha il contratto in scadenza, con lui il Napoli ha toccato vette inimmaginabili (la Champions e la sfida coi campioni del Chelsea) e conosciuto rovesci da far gelare il sangue nelle vene. Un’altalena di emozioni forti, la rabbia e l’orgoglio, la voglia di riscatto e quel fastidioso nomignolo di “Mourinho dei poveri” appiccicatogli da parte della critica fanno parte del suo bagaglio di tecnico verace, che non molla mai. Finanche Diego Maradona ha ammesso: “Sarebbe un errore se De Laurentiis lo lasciasse partire”. E quel che dice il Pibe è quasi un vaticinio per i partenopei. Sui titoli di coda del 2012 c’è la penalizzazione ricevuta nell’ambito del Calcioscommesse: una punizione inflitta al club per omessa denuncia e, soprattutto, per un reato mai commesso. Non fosse per quel -2 gli azzurri sarebbero alle costole della Juve, in piena zona Champions.
E’ stato un anno importante, frutto del lavoro di tutti: società, staff e squadra – rivela attraverso il sito ufficiale del club -. Certe volte nel calcio possono verificarsi degli exploit estemporanei. E' facile ottenere un bel piazzamento in una stagione, ma ciò che è difficile è confermarsi. Il Napoli c’è riuscito ed a questa continua crescita del gioco abbiamo aggiunto anche la continuità di risultati che ci ha portato ad assestarci a certi livelli. Questo rappresenta lo step fondamentale per un club.
La pellicola scorre a ritroso: si comincia dalla scalata in Coppa Italia: 25 gennaio, Napoli-Inter 2-0.
E’ stata una vittoria che ci ha aperto le porte al successo finale. Abbiamo giocato bene e abbiamo capito la nostra forza. Ci siamo resi conto dopo quel match che potevamo puntare a qualcosa di importante.
Le notti magiche della Champions, brividi sulla pelle nel segno del Matador Cavani.
Una grandissima partita quella col Chelsea al San Paolo. Abbiamo battuto i campioni d'Europa e siamo stati l'unica squadra in tutto il percorso della Champions ad aver segnato loro 3 gol. Al di là del risultato, ciò che conta è aver dimostrato a tutta l'Europa che il Napoli è una squadra matura anche a livello internazionale. Credo sia stata la partita che meglio ci ha fatto conoscere e apprezzare sulla scena europea in questi ultimi anni. Peccato per il ritorno, ma sono convinto che nel computo del doppio confronto avremmo meritato la qualificazione.
Croce e delizia, come quel Bologna-Napoli 2-0 di inizio maggio.
Una partita stregata. Il calcio ti premia sempre nel lungo periodo, ma in partite singole quando ci si mette il destino c'è poco da fare. Quella gara me la ricordo a memoria. In quel match perdemmo la volata Champions League.
Il maggio di Roma, battuta la Juve e la Coppa Italia torna a Napoli.
Essere riusciti a battere una squadra che non ha mai fallito i grandi appuntamenti è un risultato di assoluto prestigio. E' stato un premio alla qualità del nostro lavoro ed ai sacrifici compiuti dalla squadra. Abbiamo regalato ai nostri tifosi una gioia importante ed un momento storico per la società.
Poi, ad agosto, c'è stata la Supercoppa a Pechino contro la Juve, una sconfitta ai supplementari e tante, tantissime polemiche.
Un'esperienza che ha arricchito il nostro bagaglio di crescita. Sotto il profilo del gioco abbiamo disputato una grande partita ed avremmo sicuramente meritato un risultato importante. Purtroppo gli episodi ci hanno condannato ad una sconfitta immeritata.
Il 2012 si è chiuso con la vittoria per 2-0 in campionato a Siena.
Venivamo da due sconfitte consecutive immeritate. Un momento non facile dal quale siamo usciti con un successo importante. E' stata una vittoria del gruppo e una prova di personalità da parte dei ragazzi che ci ha consentito di chiudere benissimo il 2012. Un anno di grande spessore e di assoluto valore.