Quattrocentomila euro soffiati via in un tiro, tutti spesi in sigarette. E' il calcolo che gli inglesi di Joe.co.uk hanno stimato facendo un po' i conti in tasca a Maurizio Sarri, fumatore incallito e da quest'anno sulla panchina del Chelsea. In Premier League vigono regole ferree, molto più che in Serie A: guai a farsi sorprendere in panchina, sul rettangolo verde, all'interno dello stadio con una ‘bionda' tra le dita… multa e (rischio) squalifica punirebbero subito quella trasgressione che dall'altra parte della Manica censurano in maniera rigorosa.

E' anche per questa ragione che, in occasione della sfida contro l'Arsenal nell'ultima di campionato, il tecnico italiano era costantemente seguito dalle telecamere e dai fotografi: non ha fumato ma non ha rinunciato a portare con sé il tradizionale pacchetto a mo' di amuleto, poggiandolo ovunque (sulla balaustra, sui ferri dell'impalcatura, sui sediolini), maneggiandolo come uno scaccia pensieri, avvicinandolo alle labbra come il tipico gesto del fumatore, fino a stringerlo nel pugno a ogni gol dei Blues.

Sarri ball, così è stato ribattezzato il suo gioco. Ma al di là della disciplina tattica e delle geometrie tracciate sul rettangolo verde per l'applicazione (quasi maniacale) dei suoi schemi, l'ex allenatore del Napoli è finito sotto i riflettori anche per il vizio delle ‘bionde'. Un vizio che lo porta ad accendere in media 80 sigarette al giorno, una ogni 12 minuti, per un totale di 29mila sigarette all'anno (22 mila solo durante la stagione). Numeri da capogiro che si perdono tra le spire e le nuvole di fumo che in tutta la sua vita lo avrebbero portato a spendere 400mila euro in sigarette. Più o meno quanto guadagna di stipendio in due settimane Eden Hazard.