Mattia Perin saluta la Juventus e riparte dal Benfica. Passa al club portoghese per 15 milioni di euro e uno stipendio netto di 2.5 milioni a stagione. Va in un club prestigioso, che gioca la Champions League e spera che lì, tra i pali del Da Luz, possa recuperare il terreno perso e la maglia della Nazionale. Torino non gli ha portato fortuna, basta azionare il rewind e fermare la pellicola al giorno dell'infortunio balordo alla caviglia capitatogli per aver messo il piede male su una bottiglietta d'acqua. Gli successe, ironia della sorte, proprio mentre era in ritiro con gli Azzurri.

La lussazione alla spalla che risale ad aprile scorso e, di fatto, chiuse in anticipo il campionato ha rappresentato l'epilogo della sua esperienza bianconera. Eppure era arrivato coi gradi del vice-Buffon, il portiere che aveva speso una buona parola per lui e dal quale avrebbe ereditato il testimone anche in Nazionale. Invece, l'ex Genoa s'è ritrovato come secondo di Szczesny, con appena  gare giocate e un bel po' di imprecazioni contro la malasorte. Perin volta pagina e guarda avanti.

Un'avventura avvincente, non vedo l’ora di iniziare – ha ammesso ai microfoni di Sky Sport -. Ringrazio la Juventus che quest’anno mi ha dato l’opportunità di migliorare molto. Ora ho voglia di giocare e dimostrare il mio valore. C’è un Europeo da conquistare, è un obiettivo.

A settembre sarà pronto. Il tempo di ristabilirsi pienamente, poi l'ex bianconero sarà al suo posto. Laddove è stato cercato con grande insistenza da parte del Benfica. E' stato Rui Costa a cercarlo con determinazione, convincendo ad accettare il trasferimento in Portogallo.

Cosa mi ha detto Rui Costa? E' una persona di uno spessore enorme e mi ha convinto. Non che avessi dubbi, perché andare all’estero era una cosa che volevo fare da sempre, ora è arrivata l’occasione. A Torino ho imparato qualcosa da ognuno dei miei compagni di squadra e voglio metterlo in pratica in campo.