Aneddoti, retroscena e rivelazioni. Anche nell'Inter perfetta del Triplete e dintorni non tutto era oro ciò che luccicava. Massimo Moratti ha svelato qualche particolare inedito che va ad arricchire un periodo magico della storia nerazzurra che culminò con la vittoria in pochi giorni di Coppa Italia, Campionato e Champions League. Un trittico che in Italia ancora nessuno è riuscito ad eguagliare.

L'ex Presidente dell'Inter si è confessato al Corsera, tra Ibrahimovic, Cambiasso e Sneijder, tre giocatori che in quel periodo erano parte integrante della storia interista. Il primo fu l'emblema del riscatto nerazzurro del dopo Calciopoli, arrivato sulle ceneri bianconere, mentre gli altri due furono importantissimi punti di riferimento di una squadra capace di vincere tutto.

Il dietrofront di Ibra

Massimo Moratti ha confessato che in quell'Inter che trionfo nel maggio del 2010 alla guida di Mourinho, in Italia e in Europa, ci poteva essere anche Zlatan Ibrahimovic. Questione di una telefonata, di una parola, che però non arrivò. Ibrahimovic si era appena trasferito al Barcellona, tappa deludente nella carriera dello svedese che si ripropose all'Inter.

Zlatan mi chiamò, mi parlò della trattativa e mi disse che se avessi fatto una controfferta sarebbe tornato da noi. Una controfferta pure al ribasso, si premurò di sottolineare. Un gesto che ho apprezzato molto

Più Cambiasso di Zlatan

Perché Zlatan non arrivò in nerazzurro alla corte di Mourinho? A rivelarlo è lo stesso Moratti che rivela l'assenza di feeling tra lo svedese e l'argentino Cambiasso. Zlatan propose a Moratti di vendere il centrocampista per avere i soldi da girare al Barcellona e riprendere il gigante di Malmoe in nerazzurro. Ma tutto sfumò

Iniziò a dirmi che la squadra avrebbe anche potuto fare a meno di Cambiasso, io strabuzzai gli occhi. Passarono i giorni e venne in sede Cambiasso, mi disse che tutto sommato la squadra avrebbe anche potuto fare a meno di Ibrahimovic…

Da Ibra a Sneijder grazie al barista

Detto, fatto. Quell'Inter non riprese con sè Zlatan che finì al Milan. Mentre nell'Inter si fecero altri acquisti, come Wesley Sneijder, arrivato a gennaio e che debuttò proprio nel derby. Prendendosi in mano il centrocampo nerazzurro e trascinandolo alla conquista di tutto. Una scelta di mercato che Moratti racconta candidamente essere nata tra un aperitivo e un amaro

Il merito fu di un barista di Forte dei Marmi, che mi consigliò Sneijder con tale forza persuasiva che chiamai subito Branca chiedendogli di sentire Mourinho. Branca richiamò e disse che Mou aveva esclamato: "Magari".

La battaglia di Stankovic

E di quella impresa straordinaria ha parlato recentemente anche Dejan Stankovic, altro leader di una squadra senza punti deboli. Per Deki, una cavalcata incredibile, condotta con la consapevolezza di essere invincibili, trascinati dalla personalità di Mourinho e conclusasi nella notte magica di Madrid contro il Bayern Monaco

Io ci sono rimasto male, molto male… Nella mia testa ho capito che era finita la battaglia, avevamo vinto ma si era anche concluso un percorso incredibile, emozionante, bellissimo