Mario Gomez fa inchinare il Napoli in Champions. Storia del ‘Torero’ col vizio del gol

L'ammazza-Napoli in Champions League si chiama Mario Gomez Garcia, un lungagnone di 190 centimetri per 80 chili con il vizio del gol. 18 ne ha segnate solamente in questo inizio di stagione tra Bundesliga, Champions League e DFB-Pokal (Coppa di Germania), trascinando il Bayern di Monaco verso il primato nel campionato tedesco e una leadership incontrastata nel proprio girone europeo davanti al Manchester City e al Napoli. Un giocatore che è da tempo un fenomeno in patria ma che è salito alla ribalta internazionale solamente da due stagioni a questa parte. La tripletta con cui ha steso i partenopei non è una fuoco fatuo, ma l'emblema di una carriera che – ancora sul nascere a soli 26 anni – è già da protagonista assoluto.

I primi passi nello Stoccarda
Nato nella fredda Redlingem il 10 luglio 1985 da madre tedesca e padre spagnolo, comincia a giocare nelle giovanili in serie minori tedesche tra le fila del SV Unlingen, del FV Saulgau e del SSV Ulm 1846, dove milita fino al 2001, anno in cui passa allo Stoccarda, sempre titolare nella Primavera fino al 2003, quando – bruciando le tappe – debutta nella squadra professionistica in Champions League nella gara del 9 marzo contro il Chelsea e in Bundesliga l'8 maggio dello stesso anno. E' il primo squillo di tromba per "El torero", soprannome che si guadagna a suon di gol e di grandi movimenti nelle aree di rigore avversarie. Dalla stagione 2005-06, dopo aver fatto le fortune nelle giovanili dello Stoccarda, viene inserito stabilmente nella prima squadra giocando 30 partite e segnando 6 reti in campionato, aggiungendo 2 gol in 5 gare in Coppa UEFA e 3 reti in Coppa di Germania. Passa un anno e nel 2006-2007 si impone come uno dei migliori attaccanti della Bundesliga: al termine della stagione viene nominato Calciatore tedesco dell'anno e Miglior calciatore giovane dell'anno, prolungando il suo contratto con lo Stoccarda fino al 2012. In campionato sarà il primo marcatore della propria squadra e realizzerà 14 reti in 25 gare e 2 in Coppa di Germania, permettendo allo Stoccarda di entrare in Champions League. Con la maglia dello Stoccarda si ripeterà anche nei due campionati successivi dove continua a migliorarsi in Bundesliga segnando 19 reti nella stagione 2007-2008 (vice capocannoniere) per laurearsi re dei bomber l'anno successivo con 24 centri stagionali, dove brillano anche le 2 reti in Coppa di Germania e gli 8 gol tra Champions e Coppa Uefa.

Al Bayern Monaco per 30 milioni
Il salto di qualità è d'obbligo e il richiamo del Bayern Monaco non può essere ignorato: così, nell'estate del 2009, Mario Gomez passa ai bavaresi per 30 milioni di euro. Un trasferimento che entusiasta i tifosi ma non il nuovo tecnico del Bayern, quel Luis van Gaal che sarà entusiasta dell'arrivo del bomber spagnolo-tedesco ma che dichiarerà che l'investimento fatto non era necessario per riportare il Bayern al vertice di Germania ed Europa. Il primo anno, il tecnico olandese ha ragione con Gomez che fatica a trovare spazio e gol, ma che viene subito smentito in quella successiva, con il Bayern protagonista in Europa. E' l'anno della finale di Madrid del 2010. Dopo tanta panchina e sostituzioni, approfittando di una serie quasi infinita di infortuni, Mario Gomez si fa trovare pronto e in campionato contro l'Hannover 96 sfodera una prestazione eccellente con tanto di tripletta. Nel turno di Champions successivo si rivela ancora decisivo segnando il terzo gol del Bayern contro i romeni del Cluj nel match che si conclude 3-2. Nel corso di tutto ottobre, novembre e dicembre, segna con regolarità trascinando il Bayern a diverse vittorie, in campionato e in coppa prendendo finalmente fiducia dell'allenatore. Fallirà l'appuntamento solo nella finalissima di Madrid davanti all'Inter del Triplete.

L'anno della maturità
Con il nuovo allenatore Andries Jonker al posto dell'esonerato Luis Van Gaal nel 2010-2011 aiuta il Bayern ad arrivare al terzo posto in campionato, dopo un avvio disastroso, che vale i preliminari della Champions League e inoltre diventa il capocannoniere della Bundesliga con 28 gol segnati tra cui anche una tripletta alla penultima giornata, il 7 maggio contro il St. Pauli. In totale sono 5 triplette messe a segno da Gomez che va vicino ad eguagliare il primato assoluto di 6 che appartiene a Gerd Müller e risalente alla stagione 1971-1972. In questa stagione parte come non mai: in Bundesliga dopo 10 giornate è già a quota 12 reti e due assist, in Champions, tra qualificazioni e primo turno tocca i 6 gol e un assit in 6 partite e un gol in una gara di Coppa di Germania, per una media vicina a un gol ogni 90 minuti di gioco. Non solo, perchè la tripletta rifilata al Napoli non è un caso. Da inizio stagione, SuperMario Gomez ha rifilato due gol all'Hertha di Berlino e al Norimberga; tripletta siglata in trasferta al Kaiserlautern e un poker alla quinta giornata contro il Friburgo. Così come in Champions dove è stato già letale nel match contro il City vinto 2-0 alla Bayern Arena proprio grazie alla doppietta del "Torero".

Il futuro è in Nazionale
Oggi Mario Gomez è legato al Bayern Monaco da un contratto che scadrà solo nel giugno del 2013 e il suo valore è presto salito a cifre astronomiche. Acquistato per 30 milioni, ne vale già 40 anche per la sua consacrazione internazionale con la maglia della nazionale tedesca tra le favorite ai prossimi europei. Dopo aver debuttato in nazionale maggiore nella gara contro la Svizzera il 7 febbraio 2007, durante la quale realizza il secondo gol della vittoria 3-1, nell'estate successiva viene subito convocato da Joachim Löw per gli Europei in Svizzera ed Austria. Partecipa ai Mondiali 2010, giocando però poco solamente per lo straordinario stato di forma del titolare Miroslav Klose, e senza realizzare alcun gol. Dopo la partita vinta col Kazakistan il 12 ottobre seguente con un suo gol per le qualificazioni agli europei, non viene più convocato per un breve periodo a causa di alcuni dissidi con il C.T. Löw, che sul finale di stagione lo riprende però in considerazione e lo ripone al centro dell'attacco: ad oggi, con la maglia della Germania in 49 incontri ha segnato 21 reti e fatto 8 assist vincenti.