Aveva ragione Mario Mandzukic. Non ha simulato, tuffandosi in area di rigore dell'Udinese. C'era rigore e anche espulsione per l'avversario che – a pochi metri dalla porta – gli ha rifilato un calcio negli stinchi e lo ha abbattuto. La reazione plateale, con tanto di ‘va a quel paese' rivolto al direttore di gara, gli è costata la seconda ammonizione e poi l'espulsione: per quanto sia stato palese l'errore commesso dall'arbitro e dai suoi collaboratori – compreso quello in postazione per il VAR -, il nervosismo dell'attaccante ha solo peggiorato le cose. Il croato era già gravato da un cartellino giallo per quelle che in gergo di campo vengono definite ‘scaramucce' (nella fattispecie con Ali Adnan), la protesta accesa e colorita nei confronti del signor Doveri gli è stata fatale.

Cosa è successo. Al 26′ del primo tempo Mandzukic deve abbandonare il campo: il croato viene espulso per una doppia ammonizione rimediata nel giro di pochi secondi. Il primo cartellino giallo arriva per il duello con Ali Adnan, il secondo per proteste nei confronti del direttore di gara. Dalle immagini mostrate in tv si evince qualcosa di diverso: il difensore colpisce la gamba dell'attaccante bianconero impedendogli di calciare a rete. Oltre al rigore per la Juventus, l'arbitro avrebbe dovuto sanzionare i friulani anche con  l'espulsione di Adnan in quanto chiara occasione da gol.

Perché non è stato adottato il VAR? Sul tavolo, però, resta aperta la discussione: relativamente all'episodio che ha visto protagonista il calciatore della Juventus, è chiaro dalla moviola della tv che l'arbitro abbia sbagliato valutazione. E allora perché il VAR non è stato utilizzato per rendere giustizia per quanto accaduto? Né Allegri né il resto della squadra ha calcato la mano su quest'aspetto, la vittoria per 6-2 è stata forse la migliore risposta che i bianconeri potessero dare. "Ringrazio Mario (Mandzukic, ndr) – ha ammesso il tecnico in conferenza – perché avevamo bisogno di giocare e vincere una partita del genere".