Nello sport, in generale, sono rari e spesso determinanti, incisivi ed esteticamente bellissimi. E pure nel calcio non sono di certo malvagi con due nomi a caso, Messi e Maradona, fra i giocatori più forti ogni epoca. Parliamo dei calciatori mancini capaci, proprio col loro magico sinistro, di illuminare il gioco, dribblare con continuità, segnare e riuscire, in pratica, a fare qualsiasi cosa su di un rettangolo verde. Sontuosi, cinici, efficaci e, dunque, preziosissimi agli occhi di tutti. Qui, dunque, quando quasi tutti i massimi tornei del vecchio continente sono terminati (o sono in procinto di farlo), i protagonisti di Serie A, Ligue 1, Liga, Bundesliga e Premier League in grado di fare più gol col piede preferito: il mancino.

Messi principe del gol mancino: 30 reti su 30 di sinistro

Quest’anno la sua stagione non si chiuderà col triplete e quella Champions League, che ormai manca da tempo, resterà soltanto un trofeo distante dalle sue braccia. Eppure, il Diez del Barcellona Lionel Messi ha, forse, messo insieme statisticamente e non solo, una delle migliori annate della sua carriera. Una stagione fatta di 48 gol in altrettante partite, una rete ogni 80’ di gioco, 22 assist totali, una media di partecipazione alla rete sul totale di squadra del 56% e la ‘palma’ di pichichi, di capocannoniere della Liga a quota 34 segnature. Insomma, il suo lo ha fatto, eccome, anche nella terribile partita di ‘Anfield Road’ quando lui, ultimo a mollare, è stato l’unico a provarci e ad andare vicino al bersaglio grosso. Proprio per evitare la seconda incredibile remuntada in un turno ad eliminazione diretta europeo.

Bersaglio grosso colpito più e più volte con, solo in campionato, ben 30 reti provenienti, fra serpentine, punizioni, tocchi di piatto e di giustezza, dal suo magico, e forse inarrivabile, sinistro. Il più bello, sulla scia di Maradona, degli ultimi 20 anni. Ma niente paura, Messi potremo vederlo ancora all’opera, e dunque ammirarlo, nella finale di Coppa del Re in Spagna e, pure, nella Copa America di scena in Brasile dal 14 giugno al 7 luglio prossimo.

Pépé, l’ivoriano d’oro che segna solo (o quasi) col mancino. Salah, re di Premier

Al secondo e al terzo posto l’America Latina, sia pure distante, è costretta a fare i conti con l’Africa che, in questi ultimi anni, si sta rivelando terra fertilissima per i campioni del domani. Oggi, però, i talenti che spaccano le partite, dribblano tutti e segnano, col prediletto sinistro, sono Pépé e Salah capaci nei rispettivi contesti, col Lille in Ligue 1 e col Liverpool in Premier League, di realizzare più gol di tutti col piede forte: 21 reti su 22 per l’ivoriano, sulle cui tracce ci sono tutti i più grandi club d’Europa, e 18 su 22 per l’egiziano, alla ricerca, ora, di concentrazione in vista della finalissima di Madrid.

Loro, in questa speciale graduatoria, scavalcano tutti mettendo in fila ottimi colleghi e puristi della materia come Thauvin (a quota 13 gol di sinistro), Di Maria (11) o Fekir (8) ma anche Sané (8), Bernardo Silva (6) e attaccanti completi, e cioè in grado di gonfiare la rete più volte anche col piede ‘debole' come Aguero (8) e Hazard (6).

In Bundes domina il trequartista Havertz. In Italia, il sinistro di Mlik

Il Bayern Monaco completa la rimonta ai danni del Borussia Dortmund e conferma il dominio bavarese in Bundesliga. Nessuna sorpresa, dunque, al vertice della classifica. Così come accade ormai da sette lunghi anni. Un po’ come in Italia con la Juventus, dove, proprio i bianconeri, restano in vetta da quasi un decennio.

Eppure, sui calciatori capaci di segnare col mancino, le due big di Germania e Italia non affermano la propria supremazia con, in più, nel torneo teutonico un trequartista, unico nel suo genere in questo straordinario quintetto, a siglare più reti col sinistro. Parliamo di Kai Havertz del Bayer Leverkusen, attenzione, solo 19enne e pure realizzatore più giovane in Bundes della storia della compagine di Leverkusen, autentico portento del Bayer, quarto a fine anno, e uomo in più della formazione di Peter Bosz col talento di Aachen abile a squarciare in due le difese avversarie e a timbrare il cartellino in 17 occasioni, di cui, appunto, 14, col prediletto mancino.

Per la prima, vera stagione da protagonista, in attesa della musichetta Champions il prossimo anno o, meglio ancora, di un trasferimento importante. Su di lui, difatti, ci sono Juventus e Bayern Monaco. In Italia, invece, la ‘palma’ di mancino più efficace va al polacco Milik autore di 13 marcature con il suo piede forte su 17 firme complessive. Meglio dei vari Petagna (9), Defrel (8) o Berardi (7) e del terzino Kolarov (7).