Il male del Manchester United, non è Mourinho e nemmeno Solskjaer. Neppure gli attuali giocatori in rosa. Per Zlatan Ibrahimovic il problema di fondo ha un nome e cognome: Sir Alex Ferguson. L'icona dei diavoli rossi è finita sotto gli strali dell'ex attaccante del Manchester che vestì la maglia rossa dello United per una stagione e mezza prima del grave infortunio.

L'ombra ingombrante di Ferguson

A dire di Ibrahimovic l'"ombra" ingombrante di Ferguson è il motivo per cui chi prova ad allenare la sqaudra fallisce: troppe aspettative, pressioni, critiche. Anche e soprattutto da parte dei Fergie's Boys, i giocatori che in quegli anni scrissero la storia del club. Il motivo dei fallimenti per Ibrahimovic è chiaro: "Ferguson ha il suo posto nella storia ma ora lo United deve andare avanti, deve trovare la sua identità"

Tutto quello che succede viene giudicato rispetto all'era Ferguson. Dicono che se Ferguson fosse ancora lì, non succederebbe, che lui non farebbe in quel modo o che farebbe in modo diverso.

Un'era gloriosa che riguarda il passato

Nei 26 anni di regno del manager scozzese, lo United ha conquistato tutto, ripetutamente: 13 Premier League, 5 FA Cup e due Champions League. Senza dimenticare altri titoli, che hanno creato un ciclo mai ripetuto. Tanto che dal ritiro di Ferguson nel 2013 è iniziato un lento declino che né Moyes, né Van Gaal, né Mourinho hanno saputo arrestare.

L'attacco ai Fergie's Boys

Per Zlatan l'idea è chiara: se l'importanza di Ferguson è ancora tale, lo stesso ex manager dovrebbe intervenire in prima persona per ripristinare la tranquillità in un ambiente in cui tutti parlano – a sproposito e senza titolo: "Molti degli ex giocatori di quel tempo non sono più allo United ma stanno tutto il tempo in tv a criticare e lamentarsi: quando c'era Ferguson stavano zitti, parlavano solo se lui glielo permetteva. Ora criticano in tv ma non so se Ferguson li abbia autorizzati"