Manchester City-Napoli: la strana vigilia di Maradona diviso nel tifo tra cuore e famiglia

Quando si pensa al Napoli ai massimi vertici del calcio europeo non si può non pensare a Diego Armando Maradona. il Pibe de Oro ha infatti legato il suo nome e le sue gesta sportive con la società partenopea portandola i vertici del calcio tra gli anni '80 e '90, entrando nell'immaginario e nell'affetto non solo dei tifosi ma di tutti i napoletani. Oggi, a distanza di 21 anni, il Napoli riparte dalla Champions League e il nome di Diego Armando Maradona ritorna più prepotente e protagonista che mai: primo tifoso assoluto del club azzurro, dovrà combattere con se stesso per non tifare Manchester City. Dove gioca il suo adorato genero: Aguero.
UNA VITA VISSUTA AL MASSIMO – Che Diego Armando Maradona non sia un uomo qualunque lo sanno tutti e la sua vita non può avere alcun aspetto banale. Tutto, nel bene e nel male, è stato vissuto ad una velocità incredibile, fuori e dentro dal campo, con crolli e resurrezioni che ne hanno decretato l'immortalità calcistica e nel ricordo di tutti gli amanti del bel calcio. Successi, scudetti, vittorie, droga, boss, mondiali, nazionali. Per Diego Armando Maradona ogni cosa che è stata toccata e chiunque l'abbia conosciuto, si è trasformata o in oro o in latta: nulla e nessuno poteva restare indifferente e nulla e nessuno lo voleva essere. Non poteva dunque, essere una formalità il ritorno del Napoli in Europa. Non ci poteva essere nulla di banale nella sfida contro il Manchester City di questa sera. E così è stato, con il Pibe de Oro travagliato e conteso nella vigilia del tifo da entrambi i club: per questioni d'affetto e di famiglia.

DIEGO-NAPOLI, LEGAME INDISSOLUBILE – Abbiamo già accennato al legame che lega Maradona a Napoli ed è superfluo andare a ricordare tutto ciò che ha fato nascere questa simbiosi che mai si dissolverà, qualsiasi cosa accadesse. Diego e Napoli sono una unica entità che si è consolidata anche negli successivi al suo ritiro calcistico e alle sue (dis)avventure lontano dall'Italia. Un'unione che voleva trovare il suo apice massimo in un clamoroso ritorno del Pibe come allenatore del club azzurro prima, poi con un nuovo stadio della società che avrebbe portato il suo nome. Insomma, una costante dimostrazione d'affetto dei partenopei sempre ricambiata da Maradona e che semplicemente il caso e il destino non ha fatto sì che si incrociassero di nuovo le loro strade calcistiche. Adesso, questa sera, però sarà diverso. Maradona ha sempre sostenuto di tifare Napoli ed essere legato alla sua gente e a quei colori: non può non esserlo oggi più che mai a poche ore dal debutto in Champions (ma per lui, di certo ancora la "Coppa Campioni") dopo 21 anni di travagliata astinenza. Dopotutto la squadra di Mazzarri oggi sembra aver poco o niente da invidiare alla MaGiCa che fece incantare il mondo del calcio.

CONFLITTI D'INTERESSE, IL GENERO AGUERO – Eppure, di certo, Diego in queste ore sarà comunque indeciso nel travasare tutto il suo affetto verso i colori azzurri di Napoli. Di fronte ci sarà non un avversario qualunque, ma il Manchester City. Quel Manchester City che non solo porta gli stessi colori del Napoli (fatto puramente casuale), non solo sarà al debutto assoluto nella nuova Champions League (come i partenopei, che incontreranno per la prima volta). C'è di fronte iul Manchester City di Sergio Aguero, il Kun, non solo uno dei più forti attaccanti in circolazione e pericolo numero uno per la difesa di Mazzarri, ma anche il genero di Maradona. Eccolo, l'aspetto familiare: l'argentino ha sposato infatti Giannina, la minore delle due predilette figlie di Diego, e ha reso il Pibe nonno di un bimbo di due anni e mezzo che tira già al pallone. Il Kun, non a caso, in passato, è stato ‘seguito' in prima persona da Maradona anche quando questi era diventato il CT della nazionale argentina: nessun occhio di riguardo o favoritismo, semplicemente la convinzione che il ragazzo (che ha bruciato tutte le tappe nei club e in Nazionale) avesse quel quid in più da farlo diventare un campione.

L'INVESTITURA UFFICIALE – Non a caso, lo stesso Aguero non è restato indifferente in questi giorni di vigilia europea e ha espresso in una frase tutto ciò che racchiude quanto detto fino ad ora: "Voglio fare al City quello che Maradona ha fatto al Napoli". La strada ovviamente è lunga, molto lunga ma è già leggermente spianata dallo stesso ‘suocero' che non più tardi di un paio di giorni fa, è intervenuto sul futuro del ‘genero' a Manchester: "Il City è perfetto per Aguero, sta giocando in una squadra che può competere per tutto. Aveva bisogno di una squadra che lo sostenesse e che gli spiegasse cosa significasse la Champions League. Adesso potrà esprimersi a livelli davvero importanti" ha concluso Maradona. E allora? Allora, chiudiamo con le dichiarazioni di un altro protagonista del momento, il presidente De Laurentiis: "Sono certo che Diego tiferà Napoli perché è uno scugnizzo con il cuore azzurro".
TUTTO PRONTO PER IL DEBUTTO – Intanto, tutto è pronto per la sfida: il City trema davanti al Napoli di Cavani-Hamsik-Lavezzi e con un Mazzarri motivatissimo. Le probabili formazioni vedono tutti i protagonisti in campo e le sfide incrociate con i fenomeni di Roberto Mancini, Silva, Nasri, Dzeko e, appunto, Aguero. Sarà una sfida apertissima, con il City che veleggia sulle ali dell'entusiasmo davanti ad una classifica di Premier che lo vede primo a braccetto con gli odiati cugini dello United. Dopo la conquista dell'FA Cup lo scorso anno e la qualificazione in Champions, per i Mancini ‘boys' è arrivato l'anno di ottenere allori ben più prestigiosi anche dopo la faraonica campagna acquisti fatta senza badare a spese (con il fiore all'occhiello dell'ingaggio di Aguero, pagato 43 milioni di euro). Ma anche il progetto-Napoli è a buon punto e necessita di vedere risultati immediati. Anche De Laurentiis ha rinforzato la squadra, guardando al futuro e al bilancio senza vendere alcun big e prendendo giocatori di esperienza e qualità. Il trzo posto in classifica dello scorso anno vuole essere migliorato e se la scorsa stagione il Napoli si fregiò come l'ultima squadra italiana a capitolare in Europa, quest'anno vorrebbe ottenere altri riconoscimenti: magari alzando la Coppa più prestigiosa.
Sognare non è reato.