Era riuscito a vincere la leucemia dimostrando anche nella vita, coraggio e temperamento, le stesse doti viste sul campo per circa 12 anni con la maglia della Juventus. Gianfranco Leoncini, 79 anni, è morto oggi all'ospedale di Chivasso (Torino), dove era ricoverato da qualche settimana.  Centrocampista tutto fare e difensore sinistro, originario di Roma, Leoncini ha legato gran parte della sua carriera  – e delle sue vittorie – ai colori della Juventus. Ha vestito la maglia bianconera per dodici stagioni per poi passare all'Atalanta e al Mantova.

Una carriera in bianconero

Leoncini ha collezionato con la Juventus 289 presenze in campionato (e 25 gol) tra il 1958 e il 1970, vincendo tre scudetti e altrettante coppe Italia. Solamente due le presenze con la Nazionale italiana. È stato convocato per la prima volta nella nazionale il 22 giugno 1966, in Italia- Argentina (3-0), dove ha fatto il suo esordio venendo espulso all’ultimo minuto. Successivamente ha fatto parte della rosa azzurra che ha partecipato al campionato del Mondo 1966 in Inghilterra.

Non dimenticherò mai quei settecento chilometri di treno dalla Capitale a Torino, né il saluto dei genitori, di mia sorella Rosanna e di mio fratello Manlio. Erano commossi ed io più di loro. Non osavo piangere, ma lo avrei fatto volentieri per sfogare tutte le preoccupazioni che avevo dentro

Pedina fondamentale della Juve di Herrera

Nato a il Roma il 25 settembre 1939 era Chivassese d’adozione e una delle vecchie glorie della Juventus. Dopo 12 anni in bianconero ha poi terminato la carriera nell’Atalanta, dove ha militato per quattro anni, inframezzati da una stagione nel Mantova. Leoncini è stato un vero protagonista  del centrocampo juventino anche se in molte occasioni è utilizzato come difensore esterno. Era noto per un temperamento mai domo ed in possesso di una volontà feroce, diventando una pedina fondamentale della Juventus del “movimento” di Heriberto Herrera.