L'ultimo anno calcistico di Lucas Hernandez è stato a dir poco pazzesco e ha visto la consacrazione del terzino francese a livelli altissimi sia con il club che con la nazionale. Il calciatore dell'Ateltico Madrid si sta affermando come uno dei laterali più importanti del panorama mondiale ma queste gioie riscontrate non ha potute condividerle con il padre, che lo ha abbandonato molto tempo fa. Lucas è cresciuto con la madre Py e con il fratello Theo, calciatore della Real Sociedad in prestito dal Real Madrid e ha confessato tutti i suoi pensieri su questa parentesi della sua vita in un'intervista a Le Parisien:

Non abbiamo sue notizie da 13 anni, neanche dopo aver vinto il Mondiale. Oggi che sono padre io, sono ancora più cosciente del disastro che ha fatto, ha fallito come padre. Se dovessi incontrarlo, gli parlerei, però io non posso immaginare di rinunciare a mio figlio. Non lo farei per niente al mondo, se dovessi dormire sotto un ponte per la sua felicità lo farei senza dubbio.

Ovviamente c'è una persona da ringraziare, sua madre Py: "Le devo tutto, è quella che ha cresciuto me e mio fratello, da sola. Ci ha permesso di giocare a calcio lavorando tutto il giorno, non so quante ore, quello che sono oggi è grazie a lei". Lucas ha dato una grossa mano nella crescita di Theo, suo fratello: "Non come un padre, l'ho protetto come ogni fratello maggiore. Quando lui aveva bisogno, io c'ero sempre. C'è sempre stata una grande complicità tra noi, era il mio migliore amico oltre che fratello e anche oggi i nostri rapporti sono molto stretti".

Lucas: Sono stati 6 mesi incredibili

Lucas Hernandez ha fatto il suo esordio ufficiale con la Francia il 23 marzo dopo essersi conquistato il posto da titolare nell'Atletico Madrid per l'infortunio di Filipe Luis ed è arrivata la convocazione a Russia 2018. Il laterale ha vinto il Mondiale da protagonista, quando in molti si aspettavano Mendy sulla fascia sinistra ma se deve scegliere l'evento più felice dell'ultimo periodo Lucas non ha dubbi:

Sì, sono stati i 6 mesi più incredibili della mia vita, ma è stato mio figlio Martín che mi ha cambiato maggiormente. Prima pensavo solo a me stesso, ora tutto quello che faccio è per lui. Non sono più lo stesso uomo e tra qualche anno, quando sarà più grande, gli racconterò di questa estate pazzesca.