"Lorenzo resta con noi, comunque vada sempre al tuo fianco". E' il testo dello striscione dedicato a Insigne e affisso nei pressi dell'abitazione del calciatore per testimoniare affetto e fiducia nei suoi confronti dopo le incomprensioni e le polemiche degli ultimi tempi coincise anche con il calo complessivo della squadra. Un rendimento esaltante nella fase a gironi di Champions – come testimoniato dalle ottime prestazioni contro Liverpool e Paris Saint-Germain – e poi sgretolatosi da gennaio in poi anche a causa di alcune scelte societarie discutibili (la cessione di Hamsik e il mancato arrivo di rinforzi adeguati).

In questo marasma ha finito col pagare più di tutti il 24 azzurro che, con la partenza dello slovacco, è divenuto il capitano. Su di lui la pressione è maggiore, da lui ci si attende sempre qualcosa in più. E quando Ancelotti lo ha sostituito contro l'Arsenal, a margine di una partita opaca e deludente di tutta la formazione, inevitabilmente Insigne è divenuto il bersaglio più immediato della contestazione.

E' stata anche questa la ragione alla base del chiarimento avuto con il tecnico, altro punto chiave del summit programmato proprio a casa dell'allenatore assieme alla dirigenza (presidente De Laurentiis e direttore sportivo Giuntoli) e al suo entourage (Mino Raiola). Club e calciatore hanno manifestato la volontà comune di andare avanti e così sarà a meno di offerte indecenti oppure della decisione di prolungare l'attuale contratto di un altro anno rispetto alla scadenza naturale (2022).

E' scoppiata la pace sotto il Vesuvio? Così sembra. A giudicare da quanto emerso, Insigne rappresenta un punto fermo anche per la prossima stagione. Il Napoli ripartirà da lui e con lui per affrontare la prossima stagione. Lo farà con una rosa in parte rinnovata e più a immagine e somiglianza del tecnico attuale.