Lorenzo Insigne dopo Jorginho. Tocca al ‘magnifico' rispondere alla domanda più ricorrente in questo periodo: come considerare la scelta di Maurizio Sarri che ha detto sì alla Juventus e, nell'attesa che da Londra sciolgano la riserva, si prepara a tornare in Italia? La risposta del #24 dei partenopei null'altro è che una lettura sincera, senza fronzoli della realtà fatta dall'uomo e dal calciatore.

Per noi giocatori del Napoli e per il popolo napoletano ha fatto sempre tanto, ma è un professionista – spiega Insigne -. Se andrà alla Juve farà male ma non posso recriminare perché con noi ha dato tutto e anche per me ha fatto tanto. E' duro immaginarlo su quella panchina. So come i napoletani stanno vivendo questa situazione. Ancora non è ufficiale. Tradimento se va alla Juve? Per i napoletani sicuramente. Vuole tornare in Italia ma spero che cambi idea.

Insigne parla dal ritiro della Nazionale a Coverciano, a pochi giorni dal debutto dell'Italia contro la Grecia (venerdì 7 giugno) in occasione delle qualificazioni a Euro 2020 (primo appuntamento, seguito il prossimo 11 giugno dalla sfida contro la Bosnia di Pjanic e Dzeko). Un banco di prova importante per la formazione di Roberto Mancini chiamata a trarsi d'impaccio dall'anonimato provocato dalla mancata partecipazione al Mondiale di Russia 2018. Finito il tempo degli esperimenti e dei match nella veste di sparring partner.

Darò il massimo per aiutare la Nazionale a fare questi 6 punti fondamentali per la classifica del girone – ha aggiunto Insigne -. Penso che stiamo costruendo un grande gruppo grazie al lavoro del ct che sta dando fiducia a tanti giovani. In questo momento stiamo valutando con attenzione la Grecia, una partita che nasconde molte insidie perché sappiamo che in casa loro non è mai facile. Noi siamo molto tecnici e dobbiamo sfruttare le nostre qualità.

Campionato finito, le sfide di qualificazione rappresentano una appendice della stagione che adesso vivrà i momenti clou con le trattative di calciomercato. Cosa farà Insigne: resterà a Napoli oppure ci sono possibilità che andrà via? La replcia sembra sgombrare il campo da ogni ipotesi differente rispetto alla maglia azzurra.

Io mi sento bandiera del mio club, sono orgoglioso di giocare nella squadra della mia città e del mio cuore – ha concluso Insigne -. Poi ho ancora quattro anni di contratto. Essendo napoletano e capitano del Napoli ho molte pressioni e vorrei vincere qualche trofeo dopo tanti secondi posti. Sarebbe importante per me stesso, per la squadra e per la città.