Con la finale di Champions League 2018/2019 andrà in scena il penultimo atto, l'ultimo ci sarà con la Supercoppa Europea ad agosto, del dominio del calcio inglese sul Vecchio Continente. Dopo la finale di Europa League tra Chelsea e Arsenal, che ha visto trionfare nettamente i Blues, a Madrid Liverpool e Tottenham daranno vita ad un scontro che si preannuncia avvincente e di pregevole fattura: gioco dal basso, idee ben precise nell'organizzazione difensiva e offensiva e ottime individualità al servizio del collettivo. Sulle due squadre che si contenderanno la Coppa dalle grandi orecchie al Wanda Metropolitano c'è la mano di Jurgen Klopp e Mauricio Pochettino, due allenatori che pur non avendo vinto molto (l'argentino nulla) hanno avuto la possibilità di portare avanti il loro progetto e stanno raccogliendo i risultati.

Da qualche tempo va di moda rapportare tutto al calcio inglese, partendo dai bilanci fino alla gestione dei giovani e agli impianti sportivi: i presupposti sono giusti ma per cercare di tenere il passo bisogna tentare di costruire una cultura sportiva che vada oltre l'ossessione per il risultato e avere pazienza di costruire, attendere i momenti e saper aspettare i giovani. Nessuno dei quattro tecnici impegnati nelle finali europee ha vinto in Premier League, o tornei nazionali, e qualcuno non ha nemmeno fatto mercato (leggi Tottenham), ma non per questo sono stati allontanati nel corso della stagione attuale o in quelle passate.

Mai come quest'anno nelle competizioni continentali si è visto come la mano degli allenatori abbia dato quella spinta in più per raggiungere l'atto finale: se a questo ci aggiungiamo la doppietta di "revenant" Divock Origi o il Lucas Moura "on fire" visto alla Johan Cruijff Arena, allora il gioco più bello e seguito al mondo riesce a spiazzare e a sorprendere tutti. Si parla, giustamente, di Brexit e di situazioni politiche non proprio comode per il Regno Unito e l'UE ma sul football, al momento, tutto sembra andare in controtendenza: quattro allenatori (Klopp, Pochettino, Sarri e Emery) di altrettanti paesi (Germania, Argentina, Italia e Spagna) hanno portato le squadre della patria di questo sport ad uno dei momenti più alti della sua storia a livello continentale. This is football, guys. This is England!