Da quando è approdato in Inghilterra sta dimostrando tutto il proprio valore: Alisson Becker, il portiere della nazionale brasiliana ‘scoperto' dalla Roma e venduto a peso d'oro ai reds di Liverpool, alla sua prima stagione ‘in rosso' sta dominando la scena in Premier League guidando la classifica generale da titolare inamovibile tra i pali. Un'ascesa imponente che conferma la bontà della sua scelta in estate quando rifiutò il Chelsea.

L'obiettivo è sempre quello di diventare il più grande: ambizione, testa dura, un pizzico di arrivismo e tantissimo talento. Alisson Becker a 26 anni  si trova nelle perfette condizioni di diventare tra i migliori portieri al mondo e di rimanerci a lungo. la crescita negli ultimi cinque anni è di quelle che non lasciano perplessità: dall'International di Porto Alegre alla Champions League con il Liverpool.

L'avventura di Liverpool

Il portiere brasiliano ex Roma in un’intervista a FourFourTwo ha confidato i suoi sogni e le sue ambizioni, tra cui giocarsi le proprie carte per vincere il trofeo più prestigioso d'Europa, lo stesso che il Liverpool l'anno passato accarezzò fino alle follie di Karius che consegnò il trofeo nelle mani di Cristiano Ronaldo e compagni. Oggi, Alisson non ha alcuna intenzione di fare sconti e se il Liverpool è riuscito a passare nel Girone di Ferro alla seconda fase, è anche merito suo.

Io? Ho un sogno: vincere la Champions. E se non si inseguono i sogni allora cosa ci si impegna a fare?

L'abbraccio simbolico a Karius

Proprio della Champions e su quella finale tormentata del suo collega tra i pali, Alisson è tornato a parlare, senza condannare Karius ma condividendone il ‘dramma' sportivo: “La verità è che ho sofferto vedendo ciò che gli era successo a Kiev perché sarebbe potuto accadere a chiunque, anche a me. Quando la mia squadra segna dopo un grave errore commesso dal mio collega nell’altra porta, sento qualcosa di diverso, non mi piace e non festeggio come farei abitualmente"

Il no al Chelsea, ecco perché

Alisson proprio quella Champions con la Roma la vide sfumare in semifinale contro quella che sarebbe stata poi la sua futura squadra il Liverpool. Una società che ha una tradizione europea importante e che in Inghilterra è tra le prime di sempre. Con Klopp ha trovato geometrie e risultati, il gruppo è saldo e unito e per Alisson il sogno si potrebbe avverare: "Il Chelsea? Stava cambiando allenatore e non avrebbe giocato in Champions. Inoltre ho sempre ammirato la storia del Liverpool, una società che ha vinto cinque Coppe dei Campioni. Io volevo entrare a far parte di questa storia"