Dov'è il Lipsia? Tutti se lo domandano, in pochi sanno la risposta. La straordinaria squadra dell'anno scorso che ha sorpreso tutti sfiorando l'impresa in Bundesliga sembra cancellata, l'attuale – malgrado abbia cambiato pochissimo in estate – sembra la sua parodia. Tutto è differente, nel comportamento, nella gestione, nei risultati. Tanto che regna una confusione completa in società e negli spogliatoi.

La classica goccia è arrivata in Europa League, dove il Lipsia ha perso in casa contro il Salisburgo 3-2 con l'ennesima prestazione sotto tono. Ma ciò che è capitato a pochi minuti prima del match ha a dir poco dell'incredibile: due giocatori si sono ‘dimenticati' di seguire i compagni negli spogliatoi, distratti da cuffiette e cellulare in mano.

Galeotto fu il cellulare

Si tratta di  Jean-Kévin Augustin e Nordi Mukiele che non erano con il resto dei compagni quando la squadra, dopo una ricognizione sul campo, è rientrata negli spogliatoi. Tutti a cercarli disperatamente, fino a ritrovarli in panchina, ignari di ciò che stava succedendo attorno a loro: auricolari e smartphone non si erano resi conto che i compagni erano rientrati negli spogliatoi.

Confusione totale

Per colpa loro, il Lipsia ha iniziato l'ultima rifiitura con 2 minuti di ritardo ma ancor peggio,  Augustin e Mukiele sono risultati tra i peggioni in campo durante il match. Un comportamento inadeguato e inverosimile ma che è figlio della confusione generale che si vive da inizio stagione all'interno del club tedesco. Dopo la decisione di separarsi da mister Hasenhüttl, il Lipsia ha puntato su Nagelsmann, che arriverà però solo a luglio. Per questa stagione il tecnico dei biancorossi sarà quindi Rangnick, che è anche il direttore sportivo del club. Per questo, i giocatori hanno preso l'attuale stagione sottogamba.

Lo sfogo del tecnico

Lo stesso Ralf Rangnick ha ammesso che all'interno dello spogliatoio ci sono alcuni problemi comportamentali: “Prima della partita con il Salisburgo sono successe cose che non possono accadere e se lo avessi saputo prima non avrei fatto giocare alcune persone. Queste sono cose che spiegano perché alcuni giocatori non erano pronti per la partita. La situazione è perversa”.