Dentro o fuori. Champions League o niente (perché l'Europa League avrebbe il sapore del fallimento). Per l'Inter la storia si ripete puntualmente: all'ultima giornata deciderà il proprio destino. Cambia solamente il palcoscenico e l'attore co-protagonista degli ultimi 90′ minuti. A distanza di un anno, come un anno fa. Con qualche differenza importante, in peggio.

Un anno fa c'era di fronte la Lazio, all'Olimpico con l'Inter che non era padrona del proprio destino, costretta a vincere per sperare nella Champions League, poi arrivata grazie al successo sui capitolini. Un finale thrilling che avrebbe dovuto aprire scenari importanti per il futuro. E invece, a distanza di 12 mesi si è al punto di partenza: altro match-spareggio all'ultimo turno. A San Siro questa volta e contro l'Empoli che è obbligato a vincere per non retrocedere.

Gli ultimi 90′, ancora una volta

Dunque, bisognerà attendere altri 90 minuti in cui tutto potrà accadere. Perché a San Siro scenderà in campo l'Inter reduce da sei punti nelle ultime cinque partite e soprattutto dal capitombolo rumoroso del San Paolo contro il Napoli. E perché i nerazzurri se la dovranno vedere contro un Empoli in rimonta, sulla zona salvezza, al quale potrebbe non bastare un pareggio per restare in Serie A.

Un progetto che non cresce

Un ultimo incrocio complicato, il cui primo colpevole – stando all'umore attuale dei tifosi – ha un nome e cognome preciso: Luciano Spalletti, reo di aver mollato la presa – soprattutto psicologica e di carattere – su un gruppo che oggi si ritrova quarto a pari punti con l'Atalanta e solo a una lunghezza dal Milan (pur vincendo due derby su due contro i rossoneri). Ad un passo dal fallimento che potrebbe concretizzarsi se non arriveranno i tre punti di San Siro ma che potrebbe profilarsi anche in caso di successo perché raggiungere la Champions League per il secondo ano consecutivo in questa maniera ha il significato chiaro di un progetto in modalità rewind.

Contro l'Empoli e contro la Cabala

I precedenti di Spalletti

I precedenti del tecnico toscano sono confortanti. Spalletti appare un professionista nei match-spareggio: un anno fa l’Inter andò a fare l’impresa in casa della Lazio, nel 2016/17 il gol di Perotti nel recupero contro il Genoa fece conquistare alla Roma il 2° posto (e la Champions League) all'ultima giornata.

Le disfatte stagionali

Oltre l'Empoli, quest'anno fa paura anche la cabala, avversa quando l'Inter è dovuta scendere in campo a San Siro in partite in cui era essenziale solo un risultato utile la vittoria. Ha fallito in tutte e tre le occasioni presentate. E' accaduto in Champions League, contro il PSV quando serviva una vittoria (ed è arrivato un pareggio) per passare agli ottavi ed eliminare il Tottenham (oggi finalista). Si è riaccaduto in Coppa Italia contro la Lazio nel match secco, finito a vantaggio dei capitolini ai calci di rigore. Si è ripetuto in Europa League contro l'Eintracht Francoforte, quando invece di un successo per passare ai quarti è arrivata addirittura la sconfitta.

Un'Inter in disarmo

Ma non è questo ciò che salverà l'allenatore nerazzurro finito nelle spire della critica dei tifosi. Se l'Inter batterà l'Empoli avrà compiuto semplicemente il proprio compito, il punto è che non doveva ridursi in queste condizioni dopo una stagione in cui il 3° posto era già assicurato da tempo. Il crollo delle ultime giornate, un gruppo che appare già con la testa scarica e senza idee e senza scusanti. Non c'è un ‘caso' all'orizzonte come mesi fa con il problema Icardi-Wanda Nara e le voci su Conte non reggono per giustificare il crollo e il rischio concreto di non qualificarsi per l'Europa dei grandi.

Le critiche dal web

Adesso, l'Empoli in una vera e propria ‘finale', da vincere. Senza pensare a quello che faranno l'Atalanta (a pari punti) a Reggio Emilia contro il Sassuolo, il Milan (indietro un punto) sul terreno della Spal e la Roma (a -3) all'Olimpico contro il Parma. Un epilogo impensabile per la squadra di Spalletti, saldamente al terzo posto fino a un mese fa e ora finito nella contestazione generale insieme a gran parte dei giocatori: "Senza orgoglio, voglia e dignità ci giochiamo la qualificazione Champions" una delle critiche più ripetute sui social network.