La tragica notte di Kiev non è ancora finita per Loris Karius, l'ex numero uno del Liverpool che ha sulla coscienza la finale di Champions League persa contro il Real Madrid anche per i suoi errori determinanti. Dopo quella partita, il portiere tedesco aveva lasciato la Premier League e i reds per trasferirsi in Turchia, lontano, al Besiktas, in cerca del riscatto. Che non è arrivato.

Nel campionato turco si racconta di un Kairus che sta ancora ‘pagando' il contraccolpo psicologico di quelle ‘papere' in finale. Un peso psicologico che non è riuscito a scrollarsi di dosso e che lo confizionano a tal punto che il tecnico del Besiktas, Senol Gunes, si è pubblicamente lamentato con il proprio numero uno in conferenza stampa.

In Turchia come a Kiev

Un momento negativo, che continua da quando Karius ha messo il piede in Turchia. Invece di riscattarsi e aprire un nuovo ciclo, il portiere tedesco sembra essere rimasto ancorato a quella notte da incubo. Forse inconsciamente, di certo con le prestazioni – e altrettanti errori – in campo che stanno costando alla squadra punti preziosi. A tal punto che lo stesso Gunes ha rimpianto la scelta societaria di mettere fuori rosa l'altro portiere a disposizione, Tolga Zengin: "Mettiamola così. Se avessi ancora Tolga disponibile, farei giocare lui

La ‘disperazione' del tecnico Gunes

Per Karius, dunque, un tunnel senza fine, quasi da psicoanalisi perché la finale di Kiev appariva lontana, sepolta in un manto di (brutti) ricordi. Lo stesso Gunes non se ne capacita: "Sarà anche colpa mia, dell'ambiente, dei compagni perché Loris ha talento. Eppure prendiamo gol per colpe sue. È in una fase di stasi e qualcosa non va: manca di reattività, di  motivazione, di entusiasmo per il calcio. Ed è così da quando è arrivato al Besiktas".