Ci sono gli idioti che cantano cori razzisti e gli imbecilli che esaltano le vittime dell'Heysel o sbeffeggiano la morte di Gaetano Scirea. Il caravan serraglio degli stadi italiani presenta una fauna molto variegata che se ha accesso ancora agli impianti è solo per l'indolenza, l'incompetenza e per certi versi la connivenza delle istituzioni calcistiche. Non è questione di tolleranza zero ma di esempio, di modello di riferimento che si propone: se la soluzione è derubricare norme che mirano a punire severamente certi atteggiamenti (il caso della discriminazione territoriale e degli insulti razzisti), limitandosi ad annacquarle con qualche multa, allora non c'è da meravigliarsi se lo sfotto' viene mescolato alla violenza verbale.

Nel sabato italiano – che non è più un sabato qualunque da quando le tv hanno rivoluzionato il week end calcistico – oltre alle scritte apparse nei pressi dello stadio di Firenze (volgari offese che il club ha provveduto a cancellare) vanno però segnalati anche gli striscioni che al ‘Franchi' come a ‘Marassi' hanno fatto capolino per Gianluca Vialli. L'ex attaccante della Sampdoria, della Nazionale e della Juventus aveva raccontato nei giorni scorsi al Corriere della Sera cosa significa quando un medico ti dice che hai il cancro e di colpo la tua vita cambia.

"Giravo con un maglione sotto la camicia perché nessuno si accorgesse che stavo male. Spero che la mia storia possa aiutare altri ad affrontare nel modo giusto quel che accade", ha ammesso confessando come orgoglio e vergogna di sé stesso lo abbiano accompagnato nella battaglia più difficile mai combattuta.

Nel momento più difficile della sua vita il mondo del calcio si stringe intorno all'ex giocatore, a quel ‘vero 9' che tanto manca all'Italia. Al Franchi di Firenze, nel settore riservato alla tifoseria ospite, è apparso lo striscione "Hai combattuto per la nostra maglia, forza Gianluca vinci questa battaglia" applaudito anche dal pubblico di Firenze. Al Ferraris di Genova c'è stata un'altra testimonianza di vicinanza emotiva.

Nel corso del primo tempo di Sampdoria-Bologna, i sostenitori blucerchiati hanno esposto tre messaggi d'incoraggiamento per Vialli.  "Noi ti amiamo e ti adoriamo… Forza Gianluca", "Forza 9 Gianluca" e "Leone nel campo e nelle avversità: forza Luca, siamo tutti con te". E di colpo, in quel caravan serraglio che sono diventati gli stadio italiani ti accorgi che (forse) una speranza c'è ancora. Non lasciamolo solo, non lasciamoli soli. Facciamo in modo che non sia la sola.