Pochissimi tifosi al suo arrivo in aeroporto. Qualcuno in più – e per nulla tenero nei suoi confronti – alla Continassa, quando Leonardo Bonucci ha rimesso piede nel quartier generale della Juventus dopo un anno di esilio a Milano. Ha voluto fortemente il ritorno in bianconero ed è stato accontentato, complice la necessità da parte del club di sgravare il bilancio dall'ingaggio pesante di Gonzalo Higuain per l'arrivo di Cristiano Ronaldo e il suo impatto sui conti. Per lui a Torino hanno sacrificato (anche) il talento di Mattia Caldara. Per lui, uno dei migliori difensori in Europa quanto a capacità di costruzione della manovra, Allegri ha rinunciato a un ragazzo – l'ex atalantino – che rappresentava un investimento per il futuro. Da lui la Juventus si aspetta che contribuisca alla conquista della Champions, obiettivo principale della prossima stagione.

"Sciacquati la bocca", gli hanno urlato alcuni sostenitori: sfotto'/contestazione, scorie di quell'esultanza che lo vide protagonista allo Stadium dopo aver fatto il gol dell'ex. L'accoglienza non è stata delle migliori, Bonucci dovrà (ri)conquistare in campo la fiducia di quella buona fetta di pubblico che lo ha giudicato un traditore prima e adesso un cavallo di ritorno.

Era difficile da pensare ma è bella da realizzare. È stata una giornata emozionante – ha ammesso il calciatore a margine della giornata di visite mediche, firma e annuncio ufficiale -. Torino è casa mia e la Juventus è casa mia. Sono felice di essere tornato.

Ci sarà tempo e modo (lottando fino alla fine) per cancellare la diffidenza e ricucire il rapporto con la tifoseria. Magari con un gol pesante da subito, così da sciacquarsi la bocca e con essa ogni brutto ricordo di queste settimane. Intanto, ha già ripreso le ‘vecchie' abitudini… a cominciare dalla maglia numero 19 che Mattia Perin (neo acquisto di questa campagna estiva) gli ha ceduto.