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Leo Messi e il Mondiale in Brasile per diventare ineguagliabile

La striscia di record, successi personali e trofei vinti a soli 25 anni è infinita. Eppure anche la Pulce può ancora migliorarsi. Se non nel Barcellona dove ha conquistato praticamente tutto ciò che c’era in palio, nella Nazionale argentina in cui ultimamente sta confermandosi campione di caratura internazionale.
A cura di Alessio Pediglieri
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Leo Messi

Quarto Pallone d'Oro, la Pulce è nella leggenda del calcio. Su Leo Messi si è scritto di tutto e di più. Anche perchè di fronte ad un giocatore eccezionale come l'argentino del Barcellona non si può restare in silenzio. La ‘Pulce'  – un soprannome decisamente ‘stretto' per un calciatore dalla casse e dai numeri mondiali – non solo ha vinto  tutto ciò che poteva conquistare in un club, il Barcellona, ma ha anche frantumato record su record, entrando di prepotenza nella storia della propria società e del calcio internazionale. A soli 25 anni, nel pieno della propria maturazione calcistica ancora in netta crescita e pronta a strabiliare tutti per i prossimi anni. Perchè, se con il Barça, al momento si è tolto ogni soddisfazione, adesso sembra essere arrivato il momento di arrivare al top anche con i colori della propria nazionale, l'Argentina, squadra con cui in passato ha sempre avuto qualche difficoltà nell'emergere e nell'imporsi. E proprio con i colori della sua Nazione sembra essere partita la sfida più grande che potrebbe raggiungere l'acme nel 2014, nel Mondiale che si disputerà in terra nemica: il Brasile. Se proprio lì, tra i connazionali di Pelè, Leo Messi riuscirà ad arrivare laddove nemmeno Maradona osò, allora ogni confronto, ogni paragone non avrà più motivo d'esistere per un giocatore senza eguali.

Prima il Barça, ora l'Argentina – Un'esagerazione? A vedere gli ultimi numeri legati alla Nazionale argentina si direbbe che sia proprio questo l'obiettivo primario di Messi. Se con la maglia azulgrana, oramai infrangere ogni record o vincere i trofei in palio è diventato quasi una abitudine stagionale, è proprio con i colori dell'Argentina che latitano i successi e gli allori. Al momento sono solamente due: il campionato del Mondo vinto nel 2005 con la nazionale Under20 in Belgio-Olanda e l'oro di Pechino 2008. Un po' poco per chi con i colori del Barça dal 200 ad oggi detiene bel 20 record personali, conquistato  19 trofei e ottenuto più di 100 premi individuali. Un trend che, però, sembra destinato presto a finire: dopo le cocenti delusioni ai Mondiali del Sudafrica e nella Copa America del 2011, con il 2012 e con Alejandro Sabella in panchina, la Nazionale argentina viene affidata nei sapienti piedi della Pulce. Il percorso di Qualificazione a Brasile 2014 porta indelebili segni della classe di Messi che a suon di reti e prestazioni maiuscole acquisisce una sempre maggiore consapevolezza di poter essere determinante anche fuori dai confini spagnoli.

Obiettivo: vincere in Brasile, nella terra di Pelè – Il clou in Nazionale viene raggiunto nella sfida contro il Brasile del 9 giugno 2012. Nel ‘derby del Sudamerica', Leo Messi segna tre gol alla Seleçao decretando il successo dell'Argentina per 4-3: un risultato che entra nella storia personale del giocatore, malgrado sia semplicemente una amichevole. Quella tripletta (la seconda in Nazionale dopo quella rifilata alla Svizzera) gli permette di superare quota 300 reti in carriera in competizioni ufficiali e di essere il 4° bomber di sempre dell'Argentina. Oltretutto gli permette di non interrompere una striscia positiva in Nazionale dove è sempre più determinante, come nell'amichevole contro la Germania e nella sfida di qualificazione mondiale contro il Paraguay e poi contro il Cile, partite in cui segna con continuità regalando all'Argentina il primo posto nel girone e regalandosi il record (ennesimo) della fascia di capitano. Anzi, del capitano più giovane della storia della Nazionale sudamericana. Ecco dunque, il principale margine di miglioramento di Leo Messi che – incredibilmente – può ancora far meglio di quanto ottenuto fino ad oggi, unico giocatore ad aver segnato 5 gol in una partita di Champions League, di aver superato Pelè nel record assoluto di marcature in una stagione tra club e Nazionale (82 contro le 75 di O Rey) e Gerd Muller in un anno solare (91 contro le 85 reti del tedesco). Per la serie: il bello deve ancora venire…

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